<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mind Unpacked &#187; estrazione</title>
	<atom:link href="http://mindunpacked.com/tag/estrazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mindunpacked.com</link>
	<description>informatica.elettronica.chimica.new stuff</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Dec 2009 17:35:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<image>
<link>http://mindunpacked.com</link>
<url>http://mindunpacked.com/wp-content/plugins/maxblogpress-favicon/icons/favicon-2.ico</url>
<title>Mind Unpacked</title>
</image>
		<item>
		<title>Estrazione acido-base di alcaloidi</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 13:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[acido]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[base]]></category>
		<category><![CDATA[estrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=386</guid>
		<description><![CDATA[PREMESSA
In questo articolo un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, ed è usata principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli alcaloidi. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>PREMESSA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">In questo articolo un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, ed è usata principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcaloidi">alcaloidi</a>. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro struttura molecolare è sempre presente almeno un atomo di azoto legato a dei metaboliti organici. Per ogni alcaloide i componenti utilizzati per l&#8217;estrazione sono leggermente diversi, ma il metodo che andrò a descrivere è generalizzato e quindi applicabile a tutti gli alcaloidi. <span id="more-386"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Di seguito riporto gli alcaloidi più comuni che è possibile estrarre con questo metodo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Caffeina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Nicotina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cocaina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Morfina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• LSA</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• DMT</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">e molti altri.</p>
<p><center><script type="text/javascript">
heyos_ad_user = 11334;
heyos_ad_type = "G";
heyos_ad_format = "1";
heyos_color_border = "23292b";
heyos_color_bg = "23292b";
heyos_color_link = "FFFFFF";
heyos_color_text = "21b8ca";
heyos_color_url = "21b8ca";
</script>
<script type="text/javascript" src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js"></script></center></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>MATERIALE NECESSARIO</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Almeno 5 vasi di vetro, le dimensioni dipendono dalla quantità di materiale organico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acido muriatico (in alternativa potete usare del semplice succo di limone o aceto di</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">vino bianco)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Soda caustica o bicarbonato di sodio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acqua distillata</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Solvente organico non polare (vedi in seguito)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cartine tornasole</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Una calza, un filtro da caffè a trama fine o analogo</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Un piatto di ceramica</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Una discreta quantità di materiale organico secco</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>SOLVENTE ORGANICO NON-POLARE</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il solvente è quello che permette di estrarre gli alcaloidi in forma base dalla soluzione basica. Deve essere non-polare, ossia non deve mescolarsi con l&#8217;acqua ma creare due livelli ben distinti (è quello che succede con l&#8217;aceto e l&#8217;olio per farla semplice). Ecco alcuni solventi organici non polari adatti al nostro scopo:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Naphta (ossia il petrolio bianco. Vi sconsiglio il suo utilizzo, anche se il suo costo è molto basso, ma i suoi tempi di evaporazione sono molto lunghi)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Etere di petrolio (costa più della naphta ma evapora in pochissimo tempo e lascia pochi residui. Viene usato per l&#8217;estrazione industriale della cocaina)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cloruro di Metile (questo è estremamente tossico, se lo usate munitevi di mascherine. Inoltre creerà un livello che sta al di sotto della soluzione acquosa, al contrario dell&#8217;etere e della naphta)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Questi solventi sono molto volatili e infiammabili, è opportuno prendere le dovute precauzioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 1: Preparazione del materiale e sua decantazione in soluzione acida</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Prendete la vostra scorta di materiale organico e polverizzatela il più possibile, aiutandovi anche con un frullatore. Per facilitare questa operazione potrebbe essere utile congelare il materiale e poi triturarlo. Prendete un vaso di vetro sufficientemente grande per contenere tutto il vostro materiale, riempitelo per metà di acqua distillata e aggiungeteci un po di acido muriatico. Se usate il limone, spremete un limone intero per ogni 500ml d&#8217;acqua. Per essere precisi, usate le cartine tornasole e verificate che il pH sia circa 3. Non esagerate con l&#8217;acidificazione. Ora versate il materiale all&#8217;interno della soluzione acida (Il liquido deve essere quasi il doppio del volume vegetale, fate sembrare il tutto ad un minestrone). Lo scopo di questa fase è fare in modo che la maggior parte degli alcaloidi si trasformi in sali, e quindi solubili in acqua. Per velocizzare il processo riscaldate il tutto senza far evaporare il liquido, e mescolate ogni tanto. Lasciate riposare per almeno 48 ore, sempre mescolando di tanto in tanto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 2: Filtrare il contenuto del primo vaso ed eliminare i componenti indesiderati</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Preparate un altro vaso, di dimensioni simili al precedente e stirate bene sulla sua imboccatura un pezzo di calza. Vi servirà come filtro. Versate il contenuto del primo vaso nel secondo, facendo passare il liquido attraverso la calza. Tutto il materiale vegetale potrà essere scartato una volta filtrata completamente tutta la soluzione acida. A questo punto vi ritrovate con una soluzione acida, privata da componenti indesiderati, al cui interno sono presenti gli alcaloidi sotto forma di sali. Versate in questa soluzione il vostro solvente organico. Non serve esagerare, per 500ml di soluzione bastano 75ml di solvente. Agitate il tutto, e lasciate che si formino due livelli. Se usate il cloruro di metile, il livello del solvente andrà a formarsi sul fondo. Vedrete che verranno “catturate” delle sostanze, visibili sotto forma di una poltiglia all&#8217;interno del solvente. Quando i due livelli saranno ben distinti dovete eliminare quello del solvente, per farlo vi conviene utilizzare un recipiente con un piccolo rubinetto sul fondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 3: Basificare la soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Ora sarò necessario basificare la soluzione acida ottenuta precedentemente. Per fare questo versate in un recipiente dell&#8217;acqua distillata, e successivamente aggiungeteci della soda caustica. Il pH deve risultare circa 10. Versate un po&#8217; di questa soluzione nella soluzione acida filtrata nella fase precedente. Il liquido diventerà più scuro, e avverrà una reazione esotermica, i cui scatenanti sono l&#8217;acido e la base che entrano in contrasto. Gli alcaloidi che precedentemente erano dei sali, ora ritorneranno nella loro forma base e saranno completamente separati dall&#8217;acqua.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 4: Estrazione degli alcaloidi dalla soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Per estrarre gli alcaloidi dalla soluzione dovete solo versarci dentro del solvente organico, agitare, e aspettare che si formino due livelli ben distinti. Usate etere, cloruro di metile o petrolio bianco. Dovete agitare il tutto in modo da creare un emulsione. Aggiunto il solvente e agitato, dovete lasciare riposare per almeno 24 ore (chiudete con un tappo il recipiente, altrimenti il solvente potrebbe evaporare soprattutto se è etere). Alla fine ritroverete due livelli ben distinti. Ricordate che se usate il cloruro di metile, il suo livello resterà sul fondo. Il solvente “catturerà” i vostri alcaloidi. Ora dovete isolare il solvente dal resto della soluzione acquosa. Vi conviene utilizzare sempre un recipiente con un piccolo rubinetto sul fondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 5: Evaporazione del solvente</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Arrivati a questo punto non vi resta che far evaporare il solvente e quindi ottenere gli alcaloidi sotto forma di cristalli. Versate il solvente in un piatto di ceramica e lasciate che evapori completamente. A completa evaporazione il residuo rimasto saranno i vostri alcaloidi, solitamente sotto forma di cristalli.<br />
Per velocizzare il processo potete riscaldare il piatto, ma mai oltre i 40° C perché i solventi sono molto infiammabili. Il tempo di evaporazione è comunque diverso da solvente a solvente. Diciamo che utilizzando l&#8217;etere, in massimo 48 ore non avrete più sue tracce, la naphta, invece, può necessitare anche più di una settimana per evaporare completamente</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Conclusioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Come avevo già detto, con questo metodo potete estrarre facilmente in casa i principi attivi contenuti nelle piante, sempre se questi ultimi siano degli alcaloidi. Se il metodo viene applicato in modo preciso, si può anche ottenere un risultato discretamente puro. Con grandi quantità di materiale vegetale riuscirete ad ottenere una buona quantità di principi attivi più o meno puri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lactucina e lactucarium</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[estrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lactuca virosa]]></category>
		<category><![CDATA[lactucarium]]></category>
		<category><![CDATA[lactucina]]></category>
		<category><![CDATA[oppio di lattuga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=284</guid>
		<description><![CDATA[La lactucina (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull&#8217;organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La <strong>lactucina</strong> (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull&#8217;organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi effetti analgesici si manifestano con dosi tra i 15 ed i 30 mg/kg, risultando simile – su questo frangente – all&#8217;ibuprofene.<span id="more-284"></span><br />
<center><script type="text/javascript">
heyos_ad_user = 11334;
heyos_ad_type = "G";
heyos_ad_format = "1";
heyos_color_border = "23292b";
heyos_color_bg = "23292b";
heyos_color_link = "FFFFFF";
heyos_color_text = "21b8ca";
heyos_color_url = "21b8ca";
</script>
<script type="text/javascript" src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js"></script></center><br />
La lactucina è presente soprattutto nel <strong>lactucarium</strong>, chiamato anche oppio di lattuga, il quale viene estratto dalla <strong>Lactuca Virosa</strong> (o anche dalla cicoria &#8211; Cichorium intybus -, ma più raramente), ed ha l&#8217;aspetto dell&#8217;oppio, infatti la consistenza, il sapore ed il profumo sono praticamente i medesimi. In alcune occasioni viene, ma soprattutto veniva, usato come sostituto dell&#8217;oppio proprio perché presenta degli effetti simili a quest&#8217;ultimo, malgrado in forma più blanda. Inoltre non sembra creare dipendenza.<br />
Come detto in precedenza, la pianta più comune per estrarre il lactucarium, è la Lactuca Virosa, una pianta decisamente comune, di tipo annuale, che cresce soprattutto in luoghi aridi e ghiaiosi. Può raggiungere altezze considerevoli, anche oltre un metro crescendo su di un unico stelo. Essa contiene un fluido bianco appiccicoso ed amaro sia nello stelo che nelle foglie, che una volta essiccato può essere utilizzato per scopi medici – vedi proprietà sopra descritte. Oltre alla lactucina sono presenti anche altre sostanze, tra cui: <em>lactupicrina,</em> <em>acido lactucico</em>, e discrete quantità di <em>lactucerina</em>. <a href="http://mindunpacked.com/risorse/lactuca_components.jpeg">(qui un elenco delle altre sostanze contenute della pianta)</a><br />
<center><br />
<table style="height: 299px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="484">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img title="Lactucina - molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/lactucin.gif" alt="Lactucina - molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Lactucina - molecola animata</p></div></td>
<td>
<p><div id="attachment_285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 165px"><a href="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola.jpg"><img class="size-medium wp-image-285" title="virosa_serriola" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola-200x300.jpg" alt="Illustrazione descrittiva" width="155" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione descrittiva</p></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>ESTRAZIONE COMUNE</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sono necessarie almeno 2 piante (fiorite) per ottere una quantità apprezzabile di lactucarium. Per estrarre il liquido procuratevi una piccola ciotola in vetro. Cominciate a spezzare i rametti secondari, dove si trovano i fiori, e mettete il liquido che fuoriuscirà nella ciotola. Continuate a spezzare i rametti circa ogni centimetro, e accumulate il succo sempre nella ciotola. Fate lo stesso con il gambo. Le foglie contengono poco &#8220;latte&#8221;, quindi potete scartarle. Estratto tutto il lactucarium possibile dovete lasciarlo essiccare: ponete la ciotola in luogo asciutto e buio per almeno due giorni, fino ad ottenere una pasta di color marrone scuro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>ESTRAZIONE CHIMICA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Almeno 20g di materiale seccato e privato delle infiorescenze viene messo ammollo in una soluzione di alcol etilico a 95% e lasciato riposare per almeno 24 ore, mescolando ogni tanto. La lactucina è molto solubile nell&#8217;alcol, quindi finirà in soluzione con quest&#8217;ultimo. Passate le 24 ore un deposito marrone si sarà formato sul fondo, quindi il materiale erbaceo dovrà essere rimosso, e successivamente porre ad evaporare il liquido. Per agevolare questa fase è possibile riscaldarlo con un fornello, mantenendo il liquido ad una temperatura non superiore ai 50° C. Evaporato tutto l&#8217;alcol sul fondo rimarrà il lactucarium, che sarà possibile asportare con una lametta.<br />
Quello che si otterrà sarà lactucarium, e non la lactucina pura, in esso sono infatti presenti altre sostanze della pianta solubili in alcol, come ad esempio la clorofilla. Per filtrare tutti questi componenti estranei è possibile porre nuovamente il lactucarium ottenuto in alcol ad altissima percentuale (~100%) e porre il tutto nel frigorifero, in modo da mantenere la temperatura molto bassa. Far evaporare e ripetere il procedimento fino ad ottenere dei cristalli i più puri possibili.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- www.000webhost.com Analytics Code -->
<script type="text/javascript" src="http://analytics.hosting24.com/count.php"></script>
<noscript><a href="http://www.hosting24.com/"><img src="http://analytics.hosting24.com/count.php" alt="web hosting" /></a></noscript>
<!-- End Of Analytics Code -->
