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	<title>Mind Unpacked &#187; Chimica</title>
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		<title>Sintesi del Cloroformio</title>
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		<comments>http://mindunpacked.com/2011/sintesi-del-cloroformio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 15:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi cloroformio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cloroformio (triclorometano) è un ottimo solvente utile in molte occasioni. Esistono varie sintesi in grado di produrlo, quella che descriverò è abbastanza facile ma poco efficiente. Tuttavia i reagenti utilizzati sono di facile reperibilità. Va ricordato che il cloroformio è una sostanza tossica per inalazione e l'esposizione cronica può danneggiare il fegato. Per questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone" title="Molecola animata cloroformio" src="http://mindunpacked.com/risorse/cloroformio.gif" alt="" width="154" height="154" /></td>
<td>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Il cloroformio (triclorometano) è un ottimo solvente utile in molte occasioni. Esistono varie sintesi in grado di produrlo, quella che descriverò è abbastanza facile ma poco efficiente. Tuttavia i reagenti utilizzati sono di facile reperibilità.<br />
<em>Va ricordato che il cloroformio è una sostanza tossica per inalazione e l'esposizione cronica può danneggiare il fegato. Per questa sintesi si consiglia l'uso di guanti e mascherina oltre che di un impianto di aspirazione efficace.</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-1010"></span></p>
<h3>Reagenti</h3>
<ul>
<li>Ipoclorito di sodio &gt; 15%</li>
<li>Acetone &gt; 99%</li>
<li>Ghiaccio</li>
</ul>
<h3>Sintesi</h3>
<p style="text-align: justify;">Viene preparata una bacinella con del ghiaccio in cui riporre un beaker da almeno 1500 ml. Il ghiaccio è fondamentale per mantenere bassa la temperatura durante la reazione (esotermica). Il beaker deve essere avvolto dal ghiaccio per almeno metà della sua altezza.<br />
1000 ml di ipoclorito di sodio al 15% vengono versati nel beaker. Misurare 42 grammi di acetone e versarne la metà all'interno del beaker. Agitando il tutto avverrà una reazione esotermica e la soluzione comincerà ad intorbidirsi. Attendere 10 minuti e versare il restante acetone, continuando a mescolare.<br />
Sul fondo del beaker si formerà un livello, che è appunto il cloroformio. Riversare dunque il contenuto del beaker in un imbuto separatore (è possibile che nel livello sia presente anche una polvere bianca, questa va scartata con l'ausilio di un filtro) e conservare il livello sottostante.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto si ha una soluzione contenente cloroformio ed H2o che vanno separati per distillazione. Il cloroformio bolle a 61° centigradi, quindi non sarà difficile effettuare questa operazione.<br />
Seguendo questa sintesi potrete aspettarvi di ottenere circa il 10% di cloroformio dal volume di ipoclorito di sodio.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ed/Hazard_X.svg/100px-Hazard_X.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px;">Composto altamente volatile. Evitare l'inalazione dei vapori ed il contatto con la pelle.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Estrazione della cocaina dalle foglie di coca</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2011/estrazione-della-cocaina-dalle-foglie-di-coca/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2011/estrazione-della-cocaina-dalle-foglie-di-coca/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 15:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che segue è solo una traduzione di un file reperibile su shroomery.org, sono state aggiunte solo alcune note da parte mia. Reagenti necessari Cherosene (o petrolio bianco) Carbonato di Sodio (Na2CO3) Acqua distillata Soluzione di Acido solforico al 5% Permanganato di potassio (KMnO4) Idrossido d'ammonio al 10% (ammoniaca) Acido cloridrico al 37% Acetone Etere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che segue è solo una traduzione di un file reperibile su <a href="http://shroomery.org">shroomery.org</a>, sono state aggiunte solo alcune note da parte mia.</p>
<p><span id="more-618"></span></p>
<h3>Reagenti necessari</h3>
<ul>
<li>Cherosene (o petrolio bianco)</li>
<li>Carbonato di Sodio (Na2CO3)</li>
<li>Acqua distillata</li>
<li>Soluzione di Acido solforico al 5%</li>
<li>Permanganato di potassio (KMnO4)</li>
<li>Idrossido d'ammonio al 10% (ammoniaca)</li>
<li>Acido cloridrico al 37%</li>
<li>Acetone</li>
<li>Etere dietilico</li>
</ul>
<h3>Procedura</h3>
<p style="text-align: justify;">5000 g di foglie di coca polverizzate (si trovano già pronte in alcuni paesi dell'america del sud, dove vengono usate per fare il the) vengono riposte in un secchio.<br />
Viene preparata una soluzione composta da 900g di carbonato di sodio e 9,5 litri d'acqua (soluzione al 10%). La soluzione così ottenuta viene mischiata con la polvere di coca (circa 1900 ml per ogni chilo di coca). Il tutto viene riposto in un contenitore più grande (circa 50 litri) e lasciato riposare per 30 minuti.<br />
25 litri di cherosene vengono aggiunti al miscuglio. Deve rimanere a riposare per 3 giorni, durante i quali la mistura va mescolata energicamente per almeno 4 volte. E' possibile utilizzare un impastatore da cucina per questa operazione.<br />
Dopo 3 notti il cherosene avrà formato un livello ben distinto, questo va filtrato in un altro contenitore usando un filtro a trama fine. A questo punto vengono effettuate 2 estrazione con una soluzione di acido solforico al 5%; 300 ml per la prima e 100 ml per la seconda. Ad ogni operazione l'emulsione va agitata molto energicamente e lasciata riposare fino ad avere due livelli ben distinti, quindi separare la soluzione acida dal cherosene  raccogliendola in un beaker. La soluzione così ottenuta viene chiamata "agua rica".</p>
<p style="text-align: justify;">Viene preparata una soluzione di permanganato di potassio al 6% e riposta in frigo.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene preparata una bacinella con del ghiaccio ed il beaker contenete l'agua rica viene riposto all'interno. Questo è necessario per mantenere la temperatura non superiore ai 4-5 gradi centigradi (meglio fornirsi di un termometro). Ogni 5-10 minuti vengono aggiunti 16ml della soluzione di permanganato di potassio, agitando energicamente. In totale verranno aggiunti 128 ml di soluzione. Dopo 30 minuti dall'ultima aggiunta la soluzione viene filtrata ottenendo dell'agua rica ossidata (sul filtro rimarrà del diossido di manganese), un liquido incolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene preparata una soluzione di idrossido d'ammonio al 10%. L'ammoniaca va aggiunta molto lentamente alla soluzione facendo attenzione che non superi il pH 10 (danneggerebbe gli alcaloidi). La cocaina freebase comincerà a precipitare e dopo circa 20-30 minuti la soluzione potrà essere filtrata. La polvere ottenuta va lasciata essiccare per 24 ore.<br />
Il materiale risultante viene dissolto in 100-150ml di etere dietilico. Probabilmente si formeranno delle morchie di color marrone scuro, tuttavia non sarà difficile riversare l'etere in un piatto di pyrex scartando le morchie che tendono a rimanere sul fondo. Evaporato il solvente si otterrà la polvere di cocaina freebase.</p>
<p style="text-align: justify;">240ml di acetone vengono seccati con del carbonato di potassio anidro e una quantità equimolare di acido cloridrico (in questo caso 6.58ml). Il calcolo deve essere fatto considerando che solo 230ml verranno usati.<br />
La cocaina freebase viene dissolta in etere e quindi aggiunta, mescolando, la soluzione di acetone/HCl; il beaker viene tappato per evitare l'evaporazione del solvente. Dopo circa 30 minuti il tutto viene agitato ancora una volta ed aggiunta altro acetone/HCl goccia a goccia finché  non ci sarà nessun tipo di reazione.<br />
Si attendono 3 ore dopodiché la soluzione può essere filtrata ed essiccata per ottenere della cocaina HCl.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Hazard_C.svg/100px-Hazard_C.svg.png" alt="" width="60" height="60" /><img class="alignnone" title="estremamente infiammabile" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/09/Hazard_FF.svg/100px-Hazard_FF.svg.png" alt="" width="60" height="60" /><br />
<img class="alignnone" title="tossico" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/39/Hazard_T.svg/100px-Hazard_T.svg.png" alt="" width="60" height="60" /><img class="alignnone" title="comburente" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ad/Hazard_O.svg/100px-Hazard_O.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px; text-align: justify;">L'acido solforico e l'acido cloridrico possono causare gravi ustioni.</p>
<p>Il cherosene, l'etere dietilico e l'acetone sono altamente infiammabili. I vapori emessi sono infiammabili e tossici.</p>
<p>i gas di idrossido di ammonio sono irritanti per le vie respiratorie e possono dar luogo a capogiri.</p>
<p>Il permanganato di potassio è un comburente e può aggravare un incendio.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Abrina, la sorella maggiore della ricina</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2011/abrina-la-sorella-maggiore-della-ricina/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2011/abrina-la-sorella-maggiore-della-ricina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 21:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho già dedicato un articolo alla ricina, in questo parlerò dell'abrina: tossina meno conosciuta ma molto più tossica (una delle più pericolose esistenti in natura). Si tratta sempre di una proteina, come nel caso della ricina, e sono anche piuttosto simili a livello molecolare. L'abrina si può ricavare dai semi dell'Abrus precatorius, una pianta comune in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho già dedicato <a href="http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/" target="_blank">un articolo alla ricina</a>, in questo parlerò dell'<strong>abrina</strong>: tossina meno conosciuta ma molto più tossica (una delle più pericolose esistenti in natura). Si tratta sempre di una proteina, come nel caso della ricina, e sono anche piuttosto simili a livello molecolare. L'abrina si può ricavare dai semi dell'<strong>Abrus precatorius</strong>, una pianta comune in zone tropicali, ed è una proteina inattivante dei ribosomi di tipo 2.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-605"></span><br />
I semi in questione sono decisamente particolari e vengono usati come parti per creare collane (io ne possiedo una) od altri gingilli. Come ho detto la differenza maggiore tra l'abrina e la ricina è la dose mortale di gran lunga inferiore nel caso dell'abrina. Se è difficile intossicarsi irrimediabilmente mangiando semi di ricino, è molto facile farlo mangiando quelli dell' Abrus precatorius; di fatto ne basta uno.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div class="mceTemp">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Struttura dell'abrina" src="http://mindunpacked.com/risorse/abrina.jpg" alt="Struttura dell'abrina" width="250" height="250" /></dt>
</dl>
</div>
</td>
<td>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti sull'organismo sono praticamente i medesimi della ricina. I primi sintomi si manifestano dopo 6 ore con febbre, crisi respiratorie, nausea, calo della pressione sanguinea fino alla morte che solitamente sopraggiunge in 1-3 giorni. Dal momento che non esistono antidoti questa protenia è estremamente pericolosa, soprattutto per la bassissima dose mortale (0.04 microg/kg in confronto ai 3 microg/kg della ricina: circa 75 volte più tossica).</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo all'estrazione non sono ancora molto informato, ma questa proteinia è solubile in NaCl. Per informazioni molto più dettagliate vi lascio alla lettura di <a href="http://mindunpacked.com/risorse/abrina-proprieta.pdf" target="_blank">questo pdf</a>.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/Hazard_TT.svg/100px-Hazard_TT.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px;">Sostanza estremamente tossica. Rischio di morte anche con minima contaminazione.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Creare delle molecole animate con Quetemol</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2011/creare-delle-molecole-animate-con-quetemol/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2011/creare-delle-molecole-animate-con-quetemol/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 20:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrete sicuramente notato, in alcuni articoli di chimica, la presenza di gif animate rappresentanti le molecole. Bene, in questo articolo non spiegherò come creare specificatamente quelle gif; quelle le creavo con Rasmol, ormai decisamente obsoleto e comunque non era fatto specificatamente per creare delle animazioni (infatti ho dovuto creare uno script che salvasse un immagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avrete sicuramente notato, in alcuni articoli di chimica, la presenza di gif animate rappresentanti le molecole. Bene, in questo articolo non spiegherò come creare specificatamente quelle gif; quelle le creavo con Rasmol, ormai decisamente obsoleto e comunque non era fatto specificatamente per creare delle animazioni (infatti ho dovuto creare uno script che salvasse un immagine gif ogni volta che la molecola ruotava di x°, fino ad arrivare a 360).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-520"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Spiegherò invece come sia possibile crearle con Quetemol, un programma decisamente più moderno che offre un rendering delle molecole più professionale. Oltretutto è un software libero, italiano e liberamente scaricabile da <a title="download qutemol" href="http://qutemol.sourceforge.net/" target="_blank">sourceforge.net</a>. Ne esiste tuttavia uno migliore, PyMol. Quest'ultimo offre un'infinità di funzioni per effettuare rendering ed animazioni di qualità professionale, magari lo tratterò in altri articoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gui del programma è piuttosto semplice e le varie funzioni sono tutte esplicate in modo chiaro. La prima cosa da fare chiaramente è aprire il modello di una molecola. Questo o ve lo scaricate da internet (il formato solitamente è *.pdb), oppure ve lo create con software tipo <a title="ArgusLab homepage" href="http://www.arguslab.com/" target="_blank">ArgusLab</a>.<br />
Aperto il modello c'è poco altro da fare, se non divertirsi con i vari settaggi, inutile che ve li descriva uno per uno, smanettateci un po'. Quando siete pronti a creare l'animazione gif vi basta premere sul pulsante con l'icona della macchina fotografica. Si aprirà la classica finestra "Salva con nome...", in cui dovrete specificare in "Save as type" Gif animation. Cliccando su salva vi apparirà un'altra finestra in cui specificare ulteriori variabili relative all'animazione che dovrà essere creata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Resolution:</strong> La grandezza dell'immagine in pixel<br />
<strong>Antialias</strong>: Abilita o disabilita l'antialias dei bordi<br />
<strong>Initial Pause</strong>: Se si specifica un valore la molecola rimarrà statica per il tempo indicato, per poi riprendere ad animarsi</p>
<p>Poi abbiamo tre possibilità</p>
<p><strong>Full rotation mode</strong>: Crea un'animazione dove la molecola ruota di 360°<br />
<strong>Inspection mode</strong>: Ruota la molecola in tutte le direzioni dell'angolo specificato. Impostando 90° si ottiene un bel risultato<br />
<strong>Six-sides mode:</strong> Mostra la molecola da 6 angolazioni diverse, fermandosi ogni volta per un tempo specificabile.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 138px"><img title="Animazione aspirina Full Rotation" src="http://mindunpacked.com/risorse/aspirinfull.gif" alt="Animazione aspirina Full Rotation" width="128" height="128" /><p class="wp-caption-text">Animazione aspirina Full Rotation</p></div></td>
<td>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 138px"><img title="Animazine aspirina Inspection mode" src="http://mindunpacked.com/risorse/aspirin_inspection.gif" alt="Animazine aspirina Inspection mode" width="128" height="128" /><p class="wp-caption-text">Animazine aspirina Inspection mode</p></div></td>
<td>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 138px"><img title="Animazione aspirina Six-sides" src="http://mindunpacked.com/risorse/aspirin_six.gif" alt="Animazione aspirina Six-sides" width="128" height="128" /><p class="wp-caption-text">Animazione aspirina Six-sides</p></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Acido picrico (trinitrofenolo)</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2009/acido-picrico-trinitrofenolo/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2009/acido-picrico-trinitrofenolo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 14:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo esplosivo è un derivato dei fenoli. L'acido picrico è molto tossico, per questo non viene più usato come esplosivo. Esso è moderatamente più potente del TNT (trinitrotoluene). Solitamente viene prodotto facendo fondere il fenolo in una soluzione di acido solforico, successivamente la soluzione viene diluita con acqua distillata e per finire il tutto viene nitrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Questo esplosivo è un derivato dei fenoli. L'acido picrico è molto tossico, per questo non viene più usato come esplosivo. Esso è moderatamente più potente del TNT (trinitrotoluene). Solitamente viene prodotto facendo fondere il fenolo in una soluzione di acido solforico, successivamente la soluzione viene diluita con acqua distillata e per finire il tutto viene nitrato usando dell'acido nitrico. In questa sintesi viene usato acido acetilsalicilico come sostituto del fenolo e del nitrato di potassio o di sodio in sostituzione dell'acido nitrico.<span id="more-399"></span></p>
<table style="height: 265px;" width="450" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div class="mceTemp">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Molecola animata TNF" src="http://mindunpacked.com/risorse/TNF.gif" alt="Molecola animata TNF" width="200" height="199" /></dt>
</dl>
</div>
</td>
<td>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left"><strong>Materiali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 40g di Acido acetilsalicilico puro</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Alcol metilico o etilico senza coloranti</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 150 ml Acido solforico ad alta concentrazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 60g di nitrato di sodio o 80g di nitrato di potassio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Acqua distillata e ghiaccio</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Estrazione dell'acido acetilsalicilico</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Se avete già dell'acido acetilsalicilico potete saltare questa fase.<br />
Le aspirine, così come vengono vendute, contengono degli eccipienti che potrebbero ostacolare le varie reazioni. E' quindi necessario un processo per isolare il solo acido acetilsalicilico. Le aspirine vanno frantumate fino ad ottenere una polvere fine. Versare in una ciotola dell'alcol metilico caldo (circa 40 °), e dissoverci dentro la polvere di aspirina. Agitare per almeno 2 minuti. Non tutta la polvere si dissolverà ma ne rimarrà una parte sul fondo. Filtrare conservando la soluzione alcolica. Evaporare per ottenere cristalli di acido acetilsalicilico.</p>
<p align="left"><strong>Precauzioni</strong></p>
<p><em>Il trinitrofenolo è molto tossico. Non va assolutamente messo a contatto con i metalli perché forma dei sali altamente instabili. Usare guanti idonei per materiali chimici. La sintesi non è permessa in territorio italiano.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Procedimento</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">40g di acido acetilsalicilico vengono dissolti in 150ml di acido solforico. La soluzione ottenuta viene riscaldata per favorire la dissoluzione. Si otterrà dell'acido fenolsulfonico che dopo la nitrazione diventerà acido picrico. Il prossimo passaggio ha bisogno di un'ottima ventilazione, e possibilmente anche di una mascherina per proteggersi da fumi tossici. Lentamente vengono aggiunti mescolando 60g di nitrato di sodio, o in alternativa 80g di nitrato di potassio. Durante questo passaggio si formerà  triossido di azoto, molto tossico anche a basse quantità (questo passaggio va fatto sotto cappa aspirante). Si creerà anche una vistosa schiuma generata dalla reazione. Il risultato va raffreddato immergendo il beaker in un recipiente contenete acqua distillata e ghiaccio macinato. Si formeranno dei cristalli di un giallo acceso. Filtare e lavare con acqua a 70°. Far raffreddare a temperatura ambiente.</p>
<p><br/></p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone" title="tossico" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/39/Hazard_T.svg/100px-Hazard_T.svg.png" alt="" width="60" height="60" /><br />
<img class="alignnone" title="esplosivo" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bb/Hazard_E.svg/100px-Hazard_E.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Questo composto è tossico e può arrecare danni alla salute.Alto rischio di esplosione.</p>
<p>Il triossido di azoto generato durante la reazione può arrecare seri danni all'organismo anche con una breve esposizione.</p>
<p>L'acido solforico concentrato può causare gravi ustioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Estrazione acido-base di alcaloidi</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 13:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa In questo articolo viene descritto un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, usato principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli alcaloidi. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Premessa</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">In questo articolo viene descritto un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, usato principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcaloidi">alcaloidi</a>. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro struttura molecolare è sempre presente almeno un atomo di azoto legato a dei metaboliti organici. Per ogni alcaloide i componenti e le quantità utilizzate per l'estrazione sono leggermente diverse, ma il metodo che andremo a descrivere è generalizzato, quindi applicabile a tutti gli alcaloidi se non si richiede alta resa ed un risultato molto puro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span id="more-386"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Materiale necessario<br />
</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Almeno 5 vasi di vetro (possibilmente pirex), le dimensioni dipendono dalla quantità di materiale organico</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acido cloridrico o altro acido medio forte</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Soda caustica o altra base medio forte</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acqua distillata</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Solvente organico non polare (vedi in seguito)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cartine indicatrici del pH</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Vari filtri a trama fine, nell'ordine di 125 micron</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Un piatto di ceramica (o meglio un vetro da orologio)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Una discreta quantità di materiale organico secco</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Solvente organico non polare<br />
</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il solvente è quello che permette di estrarre gli alcaloidi in forma base dalla soluzione basica. Deve essere non-polare, ossia non deve mescolarsi con l'acqua ma creare due livelli ben distinti (è quello che accade con l'aceto e l'olio per farla semplice). Ecco alcuni solventi organici non polari adatti al nostro scopo:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Etere di petrolio (vedi petrolio bianco, ligroina etc)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Etere dietilico (costa più degli eteri di petrolio ma evapora in pochissimo tempo e lascia pochi residui. E' uno dei solventi più efficaci e "professionali")</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cloruro di Metile (questo è estremamente tossico, se lo usate munitevi di maschere professionali e cappa aspirante. Inoltre creerà un livello che sta al di sotto della soluzione acquosa, al contrario degli eteri)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Questi solventi sono molto volatili ed infiammabili, è opportuno prendere le dovute precauzioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 1: Preparazione del materiale e sua decantazione in soluzione acida</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Prendete la vostra scorta di materiale organico e polverizzatela il più possibile, aiutandovi anche con un frullatore. Per facilitare questa operazione potrebbe essere utile congelare il materiale e poi triturarlo. Prendete un vaso di vetro sufficientemente grande per contenere tutto il vostro materiale, riempitelo per metà di acqua distillata e aggiungeteci dell'acido cloridrico fino a raggiungere un pH 3. Non superate questo valore. Ora versate il materiale all'interno della soluzione acida (Il liquido deve essere quasi il doppio del volume vegetale). Lo scopo di questa fase è fare in modo che la maggior parte degli alcaloidi si trasformi in sali, e quindi solubili in acqua. Per velocizzare il processo riscaldate il tutto (40-50 gradi centigradi) senza far evaporare il liquido, e mescolate ogni tanto. Lasciate riposare per almeno 48 ore, sempre mescolando di tanto in tanto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 2: Filtrare il contenuto del primo vaso ed eliminare i componenti indesiderati</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Preparate un altro vaso di dimensioni simili al precedente e ponete sull'imboccatura un filtro a trama fine. Versate il contenuto del primo vaso nel secondo, facendo passare il liquido attraverso il filtro. Tutto il materiale vegetale potrà essere scartato una volta filtrata completamente tutta la soluzione acida (è anche possibile eseguire più volte questa fase per massimizzare la resa). A questo punto vi ritrovate con una soluzione "sgrossata" dai componenti vegetali, al cui interno sono presenti degli alcaloidi sotto forma di sali. Versate in questa soluzione il vostro solvente organico. Non serve esagerare, per 500ml di soluzione bastano 75ml di solvente (15%) . Agitate il tutto, e lasciate che si formino due livelli. Se usate il cloruro di metile il livello del solvente andrà a formarsi sul fondo. Vedrete che verranno “catturate” delle sostanze, visibili sotto forma di una poltiglia all'interno del solvente. Quando i due livelli saranno ben distinti dovete eliminare quello del solvente; per farlo è conveniente utilizzare un recipiente con un piccolo rubinetto sul fondo (imbuto separatore). In questo caso il solvente è servito a catturare tutta quella serie di elementi non desiderati che altrimenti andremmo a ritrovare nell'ultima estrazione, quella effettuata nella soluzione basica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 3: Basificare la soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Ora sarà necessario basificare la soluzione acida ottenuta precedentemente. Per fare questo versate in un recipiente dell'acqua distillata, e successivamente aggiungeteci della soda caustica. Il pH deve risultare circa 10. Versate un po' di questa soluzione nella soluzione acida filtrata nella fase precedente. Il liquido diventerà più scuro ed avverrà una reazione esotermica i cui scatenanti sono l'acido e la base che reagiscono. Gli alcaloidi che precedentemente erano dei sali, ora ritorneranno nella loro forma base e saranno completamente separati dall'acqua.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 4: Estrazione degli alcaloidi dalla soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Per estrarre gli alcaloidi (ora free base) dalla soluzione si ricorre nuovamente al solvente organico. Usate etere dietilico, cloruro di metile o qualche etere di petrolio pari al 5% del volume della soluzione. Il tutto va agitato per creare un'emulsione. Aggiunto il solvente ed agitato il tutto dovete lasciare riposare per alcune ore. Alla fine ritroverete due livelli ben distinti. Ricordate che se usate il cloruro di metile il suo livello resterà sul fondo. A questo punto il solvente, che contiene gli alcaloidi in forma base, va isolato dal resto della soluzione acquosa. E' conveniente anche in questo caso utilizzare un imbuto separatore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 5: Evaporazione del solvente</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Arrivati a questo punto non vi resta che far evaporare il solvente e quindi ottenere gli alcaloidi sotto forma di cristalli/polvere. Versate il solvente in un piatto di ceramica e lasciate che evapori completamente. A completa evaporazione il residuo rimasto saranno i vostri alcaloidi, solitamente sotto forma di cristalli.<br />
Per velocizzare il processo potete riscaldare il piatto, mai oltre i 40° C perché i solventi sono molto infiammabili. Il tempo di evaporazione è comunque diverso da solvente a solvente. Diciamo che utilizzando l'etere dietilico in massimo 48 ore non avrete più sue tracce, gli eteri di petrolio, invece, possono necessitare anche più di una settimana per evaporare completamente (dipende molto dal punto di ebollizione del prodotto specifico), ed i residui spesso rimangono (in particolare gli aromi).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Conclusioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Come avevo già detto con questo metodo potete estrarre facilmente i principi attivi contenuti nelle piante, sempre se questi ultimi sono degli alcaloidi. Se il metodo viene applicato in modo preciso si può ottenere un risultato discretamente puro. Con grandi quantità di materiale vegetale riuscirete ad ottenere una buona quantità di principi attivi più o meno puri a seconda degli strumenti e dei reagenti ultilizzati.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Hazard_C.svg/100px-Hazard_C.svg.png" alt="" width="60" height="60" /><br />
<img class="alignnone" title="estremamente infiammabile" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/09/Hazard_FF.svg/100px-Hazard_FF.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Gli acidi e le basi possono causare gravi ustioni</p>
<p>I solventi organici sono generalmente composti tossici ed altamente infiammabili.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PETN (Tetranitrato di pentaeritrite)</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/petn-tetranitrato-di-pentaeritrite/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/petn-tetranitrato-di-pentaeritrite/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 16:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il PETN (Tetranitrato di pentaerite, anche conosciuto come pentrite o pentaeritritolo tetranitrato) è uno degli esplosivi più potenti conosciuti, con fattore relativo di efficacia (fattore R.E.) di 1.66. Esso è più sensibile agli shock o alla frizione del TNT. È l'ingrediente che sta alla base dell'esplosivo plastico Semtex. Viene anche usato come vasodilatatore, similmente al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>PETN</strong> (Tetranitrato di pentaerite, anche conosciuto come pentrite o pentaeritritolo tetranitrato) è uno degli esplosivi più potenti conosciuti, con fattore relativo di efficacia (fattore R.E.) di 1.66. Esso è più sensibile agli shock o alla frizione del TNT. È l'ingrediente che sta alla base dell'esplosivo plastico Semtex.<br />
<span id="more-337"></span></p>
<table style="height: 266px;" width="610" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img title="PETN - Molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/petn.gif" alt="PETN - Molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">PETN - Molecola animata</p></div></td>
<td style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Viene anche usato come vasodilatatore, similmente al trinitrato di glicerina (nitroglicerina). Una medicina usata per le malattie cardiache, il Lentonitrat, è costituita da PETN puro.<br />
Questo esplosivo si presenta sotto forma di solido cristallino bianco ed inodore. La velocità di detonazione del PETN alla densità di 1.7 g/cm3 è di 8,400 m/s. Il calore prodotto dall'esplosione è di 5,862 kj per chilogrammo, o una volta e mezza quello prodotto dal TNT. La formula bruta del PETN è C(CH<sub>2</sub>ONO<sub>2</sub>)<sub>4</sub>, con una densità teorica massima dei cristalli di 1.773 g/cm3. Fonde alla temperatura di 141° C, con una temperatura di auto-ignezione di 190 °C.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3 style="text-align: justify;">Precauzioni</h3>
<p><em>Dato l'elevato potere esplosivo di questa molecola la sua sintesi è sconsigliata in mancanza di adeguate misure di sicurezza. Oltretutto è illegale se non si dispone delle rispettive autorizzazioni. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sintesi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La preparazione della pentrite comporta la nitrazione della pentaeritrite con una mistura concentrata di acido nitrico e solforico. Il metodo migliore è tuttavia quello di utilizzare solamente acido nitrico molto concentrato (98%+), visto che l'utilizzo di una mistura di acidi potrebbe creare dei sottoprodotti instabili. Avviene la seguente reazione:</p>
<dl>
<dd style="margin-bottom: 0.5cm;">C(CH<sub>2</sub>OH)<sub>4</sub> + 4HNO<sub>3</sub> → C(CH<sub>2</sub>ONO<sub>2</sub>)<sub>4</sub> + 4H<sub>2</sub>O</dd>
</dl>
<p><strong>Reagenti e Materiali</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acido solforico concentrato al 98% (H2So4)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acido nitrico concentrato al 65% (HNO3)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Pentaeritrite</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acetone</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acqua distillata</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Bicarbonato di sodio (NaHCO3)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Due becker puliti</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;">Una pipetta</p>
</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Viene preparato un bagno di acqua fredda per raffreddare un becker contenete 34 ml di acido nitrico. 24,8ml di acido solforico vengono messi lentamente con una pipetta nel becker contenete l'acido nitrico. La miscela produrrà molto calore, e sarà necessario aggiungere del ghiaccio e del sale nel bagno d'acqua fredda in cui sta immerso il becker.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Viene ora preparato un secondo bagno d'acqua fredda/ghiaccio da usare in caso di emergenza se la temperatura del becker dovesse salire troppo.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Con la miscela di acidi, precedentemente creata, alla temperatura di circa -25° C, vengono aggiunti 10g di pentaeritrite, 2g alla volta. È importante mescolare la miscela durate l'aggiunta del composto. A nitrazione terminata, la temperatura comincerà a scendere, e la mistura acquisterà una certa densità. Una bassa temperatura iniziale è la chiave per una buona sintesi. La temperatura non deve in nessun caso superare gli 0° C. Se vengono a formarsi dei fumi rosso/marroni (N2O4 / NO2 ), significa che il miscuglio è ad una temperatura troppo alta, e necessita di essere subito raffreddato.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il composto viene mescolato per altri 10 minuti, dopo l'aggiunta di tutto il pentaeritrite. La mistura vine allora messa in un bagno di acqua calda a 45° C per 25 minuti. Questo consentirà di aumentare la quantità di PETN finale. È importate mantenere la temperatura a 45° C senza andare oltre, continuando a mescolare.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La mistura viene diluita con 450ml di acqua fredda (0-1°C) e l'eccesso di acqua successivamente decantato dopo che i cristalli si saranno depositati sul fondo. La mistura deve essere aggiunta lentamente all'acqua calda, in quanto un eccesso di acido solforico può provocare un innalzamento della temperatura, che potrebbe portare ad una decomposizione del prodotto finale</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il PETN viene filtrato e lavato con acqua fredda, e quindi neutralizzato con una soluzione calda di bicarbonato di sodio.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">200ml di acetone vengono riscaldati a 50°C, ed il PETN vine mescolato al suo interno finché sarà completamente dissolto (Solubilità: 58g/100ml di acetone a 50° C). Asciugare il PETN prima di questo passaggio, richiederà meno acetone.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;">La mistura di PETN e acetone viene filtrata e posta in un becker contenete 600ml di acqua/ghiaccio tritato, che farà precipitare il PETN sul fondo sotto forma di cristalli. La soluzione viene filtrata ottenendo i cristalli di PETN. Quest'ultimo viene poi lasciato asciugare. Si otterranno circa 22g di prodotto con una rendita del 91% circa.</p>
</li>
</ul>
<p><br/></p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<img class="alignnone" title="esplosivo" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bb/Hazard_E.svg/100px-Hazard_E.svg.png" alt="" width="60" height="60" /></td>
<td style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Alto rischio di esplosione.</p>
<p>L'acido nitrico e solforico sono acidi forti e possono causare gravi ustioni. Possono reagire violentemente con acqua o composti organici.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Lactucina e lactucarium</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[La lactucina (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull'organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La <strong>lactucina</strong> (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull'organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi effetti analgesici si manifestano con dosi tra i 15 ed i 30 mg/kg, risultando simile – su questo frangente – all'ibuprofene.<span id="more-284"></span><br />
<br />
La lactucina è presente soprattutto nel <strong>lactucarium</strong>, chiamato anche oppio di lattuga, il quale viene estratto dalla <strong>Lactuca Virosa</strong> (o anche dalla cicoria - Cichorium intybus -, ma più raramente). Ha l'aspetto dell'oppio, infatti la consistenza, il sapore ed il profumo sono praticamente i medesimi. In alcune occasioni viene, ma soprattutto veniva, usato come sostituto dell'oppio proprio perché presenta degli effetti simili a quest'ultimo, malgrado in forma più blanda. Inoltre non sembra creare dipendenza.<br />
Come detto in precedenza la pianta più comune per estrarre il lactucarium è la Lactuca Virosa, una pianta decisamente comune, di tipo annuale, che cresce soprattutto in luoghi aridi e ghiaiosi. Può raggiungere altezze considerevoli, anche oltre un metro crescendo su di un unico stelo. Essa contiene un fluido bianco appiccicoso ed amaro sia nello stelo che nelle foglie che una volta essiccato può essere utilizzato per scopi medici – vedi proprietà sopra descritte. Oltre alla lactucina sono presenti anche altre sostanze, tra cui: <em>lactupicrina,</em> <em>acido lactucico</em>, e discrete quantità di <em>lactucerina</em>. <a href="http://mindunpacked.com/risorse/lactuca_components.jpeg">(qui un elenco delle altre sostanze contenute della pianta)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table style="height: 299px;" width="484" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img title="Lactucina - molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/lactucin.gif" alt="Lactucina - molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Lactucina - molecola animata</p></div></td>
<td>
<p><div id="attachment_285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 165px"><a href="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola.jpg"><img class="size-medium wp-image-285" title="virosa_serriola" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola-200x300.jpg" alt="Illustrazione descrittiva" width="155" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione descrittiva</p></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>ESTRAZIONE COMUNE</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sono necessarie almeno 2 piante (fiorite) per ottere una quantità apprezzabile di lactucarium. Per estrarre il liquido procuratevi una piccola ciotola in vetro. Cominciate a spezzare i rametti secondari, dove si trovano i fiori, e mettete il liquido che fuoriesce nella ciotola. Continuate a spezzare i rametti circa ogni centimetro. Fate lo stesso con il gambo. Le foglie contengono poco liquido quindi potete scartarle. Estratto tutto il lactucarium possibile va lasciato essiccare: ponete la ciotola in un luogo asciutto e buio per almeno due giorni, fino ad ottenere una pasta di color marrone scuro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>ESTRAZIONE CHIMICA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Almeno 20g di materiale seccato e privato delle infiorescenze viene messo ammollo in una soluzione di alcol etilico a 95% e lasciato riposare per almeno 24 ore, mescolando ogni tanto. La lactucina è molto solubile nell'alcol, quindi finirà in soluzione con quest'ultimo. Passate le 24 ore un deposito marrone si sarà formato sul fondo, quindi il materiale erbaceo dovrà essere rimosso, ed il liquido messo ad evaporare. Per agevolare questa fase è possibile riscaldarlo con un fornello, mantenendo il liquido ad una temperatura non superiore ai 50° C. Evaporato tutto l'alcol sul fondo rimarrà il lactucarium, che sarà possibile asportare con una lametta.<br />
Quello che si otterrà sarà lactucarium, e non lactucina pura, in esso sono infatti presenti altre sostanze della pianta solubili in alcol, come ad esempio la clorofilla. Per filtrare tutti questi componenti estranei è possibile dissolvere nuovamente il lactucarium ottenuto in alcol ad altissima percentuale (~100%) e porre il tutto nel frigorifero, mantenendo la temperatura molto bassa. Far evaporare e ripetere il procedimento fino ad ottenere un liquido viscoso il più trasparente possibile.</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La ricina</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 13:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[La ricina è una proteina che viene comunemente estratta dai semi di ricino (Ricinus communis), li stessi che vengono usati per produrre il rispettivo olio. Questa proteina viene solitamente scartata durante la lavorazione dei semi, ed in alcuni casi usata come medicinale. A contatto con il corpo umano si comporta come una tossina, in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La <strong>ricina</strong> è una proteina che viene comunemente estratta dai semi di ricino (<em>Ricinus communis</em>), li stessi che vengono usati per produrre il rispettivo olio. Questa proteina viene solitamente scartata durante la lavorazione dei semi, ed in alcuni casi usata come medicinale. <span id="more-234"></span>A contatto con il corpo umano si comporta come una tossina, in grado di inibire la sintesi delle proteine da parte dell'organismo. La dose letale è decisamente piccola, nell'ordine dei 500 microgrammi, e non sono conosciuti antidoti, ma solo un vaccino che potrebbe prevenire gli effetti della sostanza. Proprio per questo motivo la ricina viene usata spesso come arma chimica per attentati et simila: per uccidere un uomo di taglia media è sufficiente graffiarlo con qualche oggetto “sporco” di cristalli di ricina. E' una sostanza estremamente pericolosa, dal momento che può venire assorbita dalla pelle, anche priva di lacerazioni. Gli effetti si manifestano più in fretta se viene ingerita o inalata, e riguardano principalmente l'apparato respiratorio, ma anche dolori tipici di uno stato influenzale fino ad emorragie e morte.</p>
<table style="height: 220px;" width="628" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter" title="Ricina" src="http://mindunpacked.com/risorse/ricina.gif" alt="" width="200" height="200" /></td>
<td>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; padding-left: 60px;">La ricina è una protenia inattivante del ribosoma di tipo 2 (RIP II), si può dividere in due catene molecolari: RTA e RTB (Ricin Toxin A/B), ed è in grado di infiltrarsi all'interno di una cellula (citosol). Dal momento che questa sostanza resiste a molti tipi di pH, il libosoma cellulare (lo stomaco della cellula, detto in parole povere) può fare ben poco per difendere la stessa. Una singola catena molecolare come l'RTA, una volta infiltratasi nella cellula, può <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Depurinazione">depurinare</a> circa 1500 ribosomi al minuto. Le conseguenze sono gravissime già dopo poche ore.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>ESTRAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I semi della pianta vanno triturati abbastanza finemente per poi essere immersi in una soluzione acida. Questa può essere prodotta aggiungendo dell'acido cloridrico a dell'acqua distillata fino a raggiungere un pH ~4. Il tutto andrà mescolato energicamente e lasciato riposare per almeno 24 ore. A questo puntotutti i depositi non solubili vanno filtrati con un filtro a trama fine,  ad ottenere una soluzione priva di parti insolubili.<br />
Ora la ricina è disciolta nella soluzione acida, quindi per farla precipitare va aggiunto del solfato di sodio arrivando ad un pH ~8. il tutto andrà di nuovo filtrato, questa volta conservando il deposito (ricina) e scartando la soluzione acquosa. Sarà meglio effettuare un lavaggio della ricina con una soluzione di solfato di sodio al 20% con acqua distillata, questo rimuoverà eventuali sostanze indesiderate.<br />
Ripetere tutto una seconda volta per ottenere un prodotto più puro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato in <a title="preparazione della ricina" href="http://mindunpacked.com/risorse/estrazione_ricina.pdf" target="_blank">questo pdf</a> c'è la procedura ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ho già detto questa sostanza è molto pericolosa, e può facilmente entrare in contatto con l'organismo senza le dovute precauzioni. La sua estrazione (anche se solo a fini di studio) è sconsigliata.</strong></p>
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		<title>ALD-52</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>

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		<description><![CDATA[Praticamente tutti conoscono la famosa scoperta di Albert Hofmann, ovvero l’LSD-25. Successivamente alla sua scoperta si fecero numerosi studi a riguardo, e si riuscirono a trovare molti altri suoi analoghi che mantengono il gruppo dietilamide invariato. Alcune ammine dell’acido lisergico sono: Ergonovina, Metilergonovina, LAE-32, MLD-41, DAM-57, CYP-LAD, BOL-148, LSM-775, ALD-52. Tutte queste molecole sono psicoattive, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 216px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="625">
<tbody>
<tr>
<td style="padding-left: 30px;"><img class="aligncenter" title="ALD-52 molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/ald52.gif" alt="" width="200" height="200" /></td>
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<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Praticamente tutti conoscono la famosa scoperta di <strong>Albert Hofmann</strong>, ovvero l’<strong>LSD-25</strong>. Successivamente alla sua scoperta si fecero numerosi studi a riguardo, e si riuscirono a trovare molti altri suoi analoghi che mantengono il gruppo dietilamide invariato. Alcune ammine dell’acido lisergico sono: Ergonovina, Metilergonovina, LAE-32, MLD-41, DAM-57, CYP-LAD, BOL-148, LSM-775, ALD-52. Tutte queste molecole sono psicoattive, ed in particolare l’ultima menzionata è quella su cui mi soffermerò. L’ALD-52 o anche N-acetil-LSD, è un isomero di struttura dell’LSD. Questo significa che la formula molecolare tre le due è la medesima, ma a cambiare è la formula di struttura.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-124"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo isomero mantiene molte delle caratteristiche proprie dell’LSD, prima fra tutte la capacità di provocare allucinazioni medio/forti. Oltre a questo aspetto in comune, l’ALD-52 sembrerebbe provocare molta meno ansia o stress psicologico durante il trip, e la pressione sanguinia tende ad aumentare maggiormente. Tuttavia a parità di dosi l’<strong>effetto sul sistema nervoso è minore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa molecola venne sintetizzata intorno agli anni 60 dallo stesso Albert Hofmann, e successivamente venne imitato da numerosissimi laboratori clandestini, che sintetizzandolo potevano avere una valida alternativa all'LSD completamente legale. Proprio per questo girò per moltissimo tempo e prese il nome di  <strong>Orange Sunshine</strong>. Questo spiegherebbe le voci che affermano che a quei tempi se ne assumesse molta di più (500-600 microgrammi contro gli 80/100 di oggi). In realtà tutt'ora di ALD-52 se ne trova davvero poca, e probabilmente il costo di produzione dell'LSD è minore – oltre al fatto che ora è anch'essa illegale -, quindi di conseguenza sono sufficienti piccole dosi per ottenere anche effetti piuttosto pesanti.<br />
L'ALD-52 è tuttavia molto instabile, e se esposta a troppa luce od umidità, muta velocemente in LSD. Come detto precedentemente questa sostanza o viene sintetizzata per motivi legali – in quei paesi ove la legge non sia sia ancora adeguata -, oppure per ricercare un trip simile a quello provocato dell'LSD ma con meno effetti indesiderati. Inoltre i noti flashback allucinatori dell'LSD non sembrano manifestarsi dopo l'assunzione di questa ammina, ed anche i post-effetti sono meno intensi di quelli della “molecola madre”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo per produrre L'ALD-52 prevede di partire dall'LSD, questo almeno fino a poco tempo fa. Nel 2004 infatti è stato scoperto un procedimento diverso per sintetizzare l'acido lisergico, con il quale è possibile ottenere direttamente l'ALD-52 senza passare forzatamente dall'LSD base. Per chi fosse interessato il procedimento viene illustrato qui (in inglese):<a href="http://mindunpacked.com/risorse/A_New_Synthesis_of_Lysergic_Acid.pdf"> A New Synthesis of Lysergic Acid</a> In ogni caso il procedimento non è dei più semplici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di avervi chiarito abbastanza le idee a proposito di questa ammina parente dell'LSD, forse troppo sconosciuta malgrado le sue interessanti caratteristiche...</p>
<p></p>
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