<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mind Unpacked &#187; Chimica</title>
	<atom:link href="http://mindunpacked.com/category/chimica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mindunpacked.com</link>
	<description>informatica.elettronica.chimica.new stuff</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Dec 2009 17:35:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<image>
<link>http://mindunpacked.com</link>
<url>http://mindunpacked.com/wp-content/plugins/maxblogpress-favicon/icons/favicon-2.ico</url>
<title>Mind Unpacked</title>
</image>
		<item>
		<title>Acido picrico (trinitrofenolo)</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2009/acido-picrico-trinitrofenolo/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2009/acido-picrico-trinitrofenolo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 14:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[acido picrico]]></category>
		<category><![CDATA[aspirina]]></category>
		<category><![CDATA[esplosivo]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi]]></category>
		<category><![CDATA[TNF]]></category>
		<category><![CDATA[trinitrofenolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;esplosivo che andremo a produrre è un derivato dei fenoli. Si tratta dell&#8217;acido picrico, molto tossico, e per questo non viene più usato come esplosivo. Esso è moderatamente più potente del TNT (trinitrotoluene). Solitamente viene prodotto facendo fondere il fenolo in una soluzione di acido solforico, successivamente la soluzione viene diluita con acqua distillata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">L&#8217;esplosivo che andremo a produrre è un derivato dei fenoli. Si tratta dell&#8217;<strong>acido picrico</strong>, molto tossico, e per questo non viene più usato come esplosivo. Esso è moderatamente più potente del TNT (trinitrotoluene). Solitamente viene prodotto facendo fondere il fenolo in una soluzione di acido solforico, successivamente la soluzione viene diluita con acqua distillata e per finire il tutto viene nitrato usando dell&#8217;acido nitrico. Noi useremo l&#8217;aspirina (acido acetilsalicilico) come sostituto del fenolo, e del nitrato di potassio o di sodio in sostituzione del acido nitrico.<span id="more-399"></span></p>
<table style="height: 265px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="450">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><img title="Molecola animata TNF" src="http://mindunpacked.com/risorse/TNF.gif" alt="Molecola animata TNF" width="200" height="199" /><p class="wp-caption-text">Molecola animata TNF</p></div></td>
<td>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left"><strong>Materiali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 50 aspirine (qualsiasi marca va bene)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Alcol metilico o etilico senza coloranti</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 150 ml Acido solforico ad alta concentrazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• 60g di nitrato di sodio o 80g di nitrato di potassio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Acqua distillata e ghiaccio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Vaselina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; padding-left: 30px;" align="left">• Cera (paraffina)</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Estrazione dell&#8217;acido acetilsalicilico</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Le aspirine, così come vengono vendute, contengono degli eccipienti che potrebbero ostacolare le varie reazioni. E&#8217; quindi necessario un processo per isolare il solo acido acetilsalicilico. Prendete le aspirine e frantumatele fino ad ottenere una polvere. Versate in una ciotola dell&#8217;alcol metilico caldo (circa 40 °), e metteteci dentro la polvere di aspirina. Agitate con un cucchiaio per almeno 2 minuti. Non tutta la polvere si dissolverà, ma ne rimarrà una parte sul fondo. Dovete filtrare il tutto, conservando solamente il liquido senza la parte insoluta. Mettete la soluzione ad evaporare. Otterrete dei cristalli bianchi sul fondo, quello è acido acetilsalicilico puro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Procedimento</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Prendete 40g di acido acetilsalicilico e dissolvetelo il 150ml di acido solforico. Riscaldate la soluzione per favorire la dissoluzione dei cristalli. In questo modo otterrete dell&#8217;acido fenolsulfonico, che dopo la nitrazione diventerà acido picrico. Il prossimo passaggio ha bisogno di un&#8217;ottima ventilazione, e possibilmente anche di una mascherina per proteggersi dai fumi tossici. Quindi LENTAMENTE aggiungete 60g di nitrato di sodio, o in alternativa 80g di nitrato di potassio, mescolando mentre versate. Durante questo passaggio si formerà del fumo rosso, questo è triossido di azoto, il quale è molto tossico anche a basse quantità. Non inalatelo per nessun motivo. Mentre aggiungete il nitrato, state anche attenti alla schiuma che si formerà perché potrebbe far traboccare l&#8217;acido fuori dal recipiente. A questo punto la soluzione deve essere raffreddata, versandola lentamente in un recipiente contenete acqua distillata e ghiaccio macinato. Vedrete formarsi dei cristalli di un color giallo accesso. Filtrate questi ultimi, e immergeteli in dell&#8217;acqua distillata bollente, lasciate poi raffreddare il tutto a temperatura ambiente. Avrete ottenuto del trinitrofenolo (acido picrico) molto puro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Plastificare l&#8217;esplosivo</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Potete mischiare i cristalli ottenuti con il 10% di cera e 5% di vaselina. Fatele fondere e poco prima che il tutto si solidifichi, versate i cristalli di trinitrofenolo mescolando. Avrete ottenuto un buon esplosivo al plastico, utilizzabile tra i 0 ° e i 40 ° C.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Precauzioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il trinitrofenolo è molto tossico. Non va assolutamente messo a contatto con i metalli perché forma dei sali altamente instabili. Usare i guanti per maneggiarlo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2009/acido-picrico-trinitrofenolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Estrazione acido-base di alcaloidi</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 13:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[acido]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[base]]></category>
		<category><![CDATA[estrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=386</guid>
		<description><![CDATA[PREMESSA
In questo articolo un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, ed è usata principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli alcaloidi. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>PREMESSA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">In questo articolo un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, ed è usata principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcaloidi">alcaloidi</a>. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro struttura molecolare è sempre presente almeno un atomo di azoto legato a dei metaboliti organici. Per ogni alcaloide i componenti utilizzati per l&#8217;estrazione sono leggermente diversi, ma il metodo che andrò a descrivere è generalizzato e quindi applicabile a tutti gli alcaloidi. <span id="more-386"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Di seguito riporto gli alcaloidi più comuni che è possibile estrarre con questo metodo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Caffeina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Nicotina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cocaina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Morfina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• LSA</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• DMT</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">e molti altri.</p>
<p><center><script type="text/javascript">
heyos_ad_user = 11334;
heyos_ad_type = "G";
heyos_ad_format = "1";
heyos_color_border = "23292b";
heyos_color_bg = "23292b";
heyos_color_link = "FFFFFF";
heyos_color_text = "21b8ca";
heyos_color_url = "21b8ca";
</script>
<script type="text/javascript" src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js"></script></center></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>MATERIALE NECESSARIO</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Almeno 5 vasi di vetro, le dimensioni dipendono dalla quantità di materiale organico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acido muriatico (in alternativa potete usare del semplice succo di limone o aceto di</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">vino bianco)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Soda caustica o bicarbonato di sodio</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Acqua distillata</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Solvente organico non polare (vedi in seguito)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cartine tornasole</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Una calza, un filtro da caffè a trama fine o analogo</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Un piatto di ceramica</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Una discreta quantità di materiale organico secco</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>SOLVENTE ORGANICO NON-POLARE</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il solvente è quello che permette di estrarre gli alcaloidi in forma base dalla soluzione basica. Deve essere non-polare, ossia non deve mescolarsi con l&#8217;acqua ma creare due livelli ben distinti (è quello che succede con l&#8217;aceto e l&#8217;olio per farla semplice). Ecco alcuni solventi organici non polari adatti al nostro scopo:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Naphta (ossia il petrolio bianco. Vi sconsiglio il suo utilizzo, anche se il suo costo è molto basso, ma i suoi tempi di evaporazione sono molto lunghi)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Etere di petrolio (costa più della naphta ma evapora in pochissimo tempo e lascia pochi residui. Viene usato per l&#8217;estrazione industriale della cocaina)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">• Cloruro di Metile (questo è estremamente tossico, se lo usate munitevi di mascherine. Inoltre creerà un livello che sta al di sotto della soluzione acquosa, al contrario dell&#8217;etere e della naphta)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Questi solventi sono molto volatili e infiammabili, è opportuno prendere le dovute precauzioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 1: Preparazione del materiale e sua decantazione in soluzione acida</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Prendete la vostra scorta di materiale organico e polverizzatela il più possibile, aiutandovi anche con un frullatore. Per facilitare questa operazione potrebbe essere utile congelare il materiale e poi triturarlo. Prendete un vaso di vetro sufficientemente grande per contenere tutto il vostro materiale, riempitelo per metà di acqua distillata e aggiungeteci un po di acido muriatico. Se usate il limone, spremete un limone intero per ogni 500ml d&#8217;acqua. Per essere precisi, usate le cartine tornasole e verificate che il pH sia circa 3. Non esagerate con l&#8217;acidificazione. Ora versate il materiale all&#8217;interno della soluzione acida (Il liquido deve essere quasi il doppio del volume vegetale, fate sembrare il tutto ad un minestrone). Lo scopo di questa fase è fare in modo che la maggior parte degli alcaloidi si trasformi in sali, e quindi solubili in acqua. Per velocizzare il processo riscaldate il tutto senza far evaporare il liquido, e mescolate ogni tanto. Lasciate riposare per almeno 48 ore, sempre mescolando di tanto in tanto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 2: Filtrare il contenuto del primo vaso ed eliminare i componenti indesiderati</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Preparate un altro vaso, di dimensioni simili al precedente e stirate bene sulla sua imboccatura un pezzo di calza. Vi servirà come filtro. Versate il contenuto del primo vaso nel secondo, facendo passare il liquido attraverso la calza. Tutto il materiale vegetale potrà essere scartato una volta filtrata completamente tutta la soluzione acida. A questo punto vi ritrovate con una soluzione acida, privata da componenti indesiderati, al cui interno sono presenti gli alcaloidi sotto forma di sali. Versate in questa soluzione il vostro solvente organico. Non serve esagerare, per 500ml di soluzione bastano 75ml di solvente. Agitate il tutto, e lasciate che si formino due livelli. Se usate il cloruro di metile, il livello del solvente andrà a formarsi sul fondo. Vedrete che verranno “catturate” delle sostanze, visibili sotto forma di una poltiglia all&#8217;interno del solvente. Quando i due livelli saranno ben distinti dovete eliminare quello del solvente, per farlo vi conviene utilizzare un recipiente con un piccolo rubinetto sul fondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 3: Basificare la soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Ora sarò necessario basificare la soluzione acida ottenuta precedentemente. Per fare questo versate in un recipiente dell&#8217;acqua distillata, e successivamente aggiungeteci della soda caustica. Il pH deve risultare circa 10. Versate un po&#8217; di questa soluzione nella soluzione acida filtrata nella fase precedente. Il liquido diventerà più scuro, e avverrà una reazione esotermica, i cui scatenanti sono l&#8217;acido e la base che entrano in contrasto. Gli alcaloidi che precedentemente erano dei sali, ora ritorneranno nella loro forma base e saranno completamente separati dall&#8217;acqua.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 4: Estrazione degli alcaloidi dalla soluzione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Per estrarre gli alcaloidi dalla soluzione dovete solo versarci dentro del solvente organico, agitare, e aspettare che si formino due livelli ben distinti. Usate etere, cloruro di metile o petrolio bianco. Dovete agitare il tutto in modo da creare un emulsione. Aggiunto il solvente e agitato, dovete lasciare riposare per almeno 24 ore (chiudete con un tappo il recipiente, altrimenti il solvente potrebbe evaporare soprattutto se è etere). Alla fine ritroverete due livelli ben distinti. Ricordate che se usate il cloruro di metile, il suo livello resterà sul fondo. Il solvente “catturerà” i vostri alcaloidi. Ora dovete isolare il solvente dal resto della soluzione acquosa. Vi conviene utilizzare sempre un recipiente con un piccolo rubinetto sul fondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>FASE 5: Evaporazione del solvente</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Arrivati a questo punto non vi resta che far evaporare il solvente e quindi ottenere gli alcaloidi sotto forma di cristalli. Versate il solvente in un piatto di ceramica e lasciate che evapori completamente. A completa evaporazione il residuo rimasto saranno i vostri alcaloidi, solitamente sotto forma di cristalli.<br />
Per velocizzare il processo potete riscaldare il piatto, ma mai oltre i 40° C perché i solventi sono molto infiammabili. Il tempo di evaporazione è comunque diverso da solvente a solvente. Diciamo che utilizzando l&#8217;etere, in massimo 48 ore non avrete più sue tracce, la naphta, invece, può necessitare anche più di una settimana per evaporare completamente</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>Conclusioni</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Come avevo già detto, con questo metodo potete estrarre facilmente in casa i principi attivi contenuti nelle piante, sempre se questi ultimi siano degli alcaloidi. Se il metodo viene applicato in modo preciso, si può anche ottenere un risultato discretamente puro. Con grandi quantità di materiale vegetale riuscirete ad ottenere una buona quantità di principi attivi più o meno puri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2009/estrazione-acido-base-di-alcaloidi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PETN (Tetranitrato di pentaeritrite)</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/petn-tetranitrato-di-pentaeritrite/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/petn-tetranitrato-di-pentaeritrite/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 16:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[esplosivo]]></category>
		<category><![CDATA[nitrazione]]></category>
		<category><![CDATA[PETN]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=337</guid>
		<description><![CDATA[Il PETN (Tetranitrato di pentaerite, anche conosciuto come pentrite o pentaeritritolo tetranitrato) è uno degli esplosivi più potenti conosciuti, con fattore relativo di efficacia (fattore R.E.) di 1.66. Esso è più sensibile agli shock o alla frizione del TNT. È l&#8217;ingrediente che sta alla base dell&#8217;esplosivo plastico Semtex.
Viene anche usato come vasodilatatore, similmente al trinitrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>PETN</strong> (Tetranitrato di pentaerite, anche conosciuto come pentrite o pentaeritritolo tetranitrato) è uno degli esplosivi più potenti conosciuti, con fattore relativo di efficacia (fattore R.E.) di 1.66. Esso è più sensibile agli shock o alla frizione del TNT. È l&#8217;ingrediente che sta alla base dell&#8217;esplosivo plastico Semtex.<br />
Viene anche usato come vasodilatatore, similmente al trinitrato di glicerina (nitroglicerina). Una medicina usata per le malattie cardiache, il Lentonitrat, è costituita da PETN puro.<span id="more-337"></span><br />
<center><br />
<table style="height: 266px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="555">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img title="PETN - Molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/petn.gif" alt="PETN - Molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">PETN - Molecola animata</p></div></td>
<td style="text-align: justify; padding-left: 90px;">Questo esplosivo si presenta sotto forma di solido cristallino bianco ed inodore. La velocità di detonazione del PETN alla densità di 1.7 g/cm3 è di 8,400 m/s. Il calore prodotto dall&#8217;esplosione è di 5,862 kj per chilogrammo, o una volta e mezza quello prodotto dal TNT. La formula bruta del PETN è C(CH<sub>2</sub>ONO<sub>2</sub>)<sub>4</sub>, con una densità teorica massima dei cristalli di 1.773 g/cm3. Fonde alla temperatura di 141° C, con una temperatura di auto-ignezione di 190 °C.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<center><script type="text/javascript">
heyos_ad_user = 11334;
heyos_ad_type = "G";
heyos_ad_format = "1";
heyos_color_border = "23292b";
heyos_color_bg = "23292b";
heyos_color_link = "FFFFFF";
heyos_color_text = "21b8ca";
heyos_color_url = "21b8ca";
</script>
<script type="text/javascript" src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js"></script></center><br />
<strong>Sintesi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La preparazione della pentrite comporta la nitrazione della pentaeritrite con una mistura concentrata di acido nitrico e solforico. Il metodo migliore è tuttavia quello di utilizzare solamente acido nitrico molto concentrato (98%+), visto che l&#8217;utilizzo di una mistura di acidi potrebbe creare dei sottoprodotti instabili. Avviene la seguente reazione:</p>
<dl>
<dd style="margin-bottom: 0.5cm;">C(CH<sub>2</sub>OH)<sub>4</sub> + 	4HNO<sub>3</sub> → C(CH<sub>2</sub>ONO<sub>2</sub>)<sub>4</sub> + 	4H<sub>2</sub>O </dd>
</dl>
<p><strong>Reagenti e Materiali</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acido solforico concentrato al 98% 	(H2So4)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acido nitrico concentrato al 65% 	(HNO3)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Pentaeritrite</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acetone</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Acqua distillata</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Bicarbonato di sodio (NaHCO3)</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Due becker puliti</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;">Una pipetta</p>
</li>
</ul>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Viene preparato un bagno di acqua 	fredda per raffreddare un becker contenete 34 ml di acido nitrico. 	24,8ml di acido solforico vengono messi lentamente con una pipetta 	nel becker contenete l&#8217;acido nitrico. La miscela produrrà molto 	calore, e sarà necessario aggiungere del ghiaccio e del sale nel 	bagno d&#8217;acqua fredda in cui sta immerso il becker.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Viene ora preparato un secondo 	bagno d&#8217;acqua fredda/ghiaccio da usare in caso di emergenza se la 	temperatura del becker dovesse salire troppo.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Con la miscela di acidi, 	precedentemente creata, alla temperatura di circa -25° C, vengono 	aggiunti 10g di pentaeritrite, 2g alla volta. È importante 	mescolare la miscela durate l&#8217;aggiunta del composto. A nitrazione 	terminata, la temperatura comincerà a scendere, e la mistura 	acquisterà una certa densità. Una bassa temperatura iniziale è la 	chiave per una buona sintesi. La temperatura non deve in nessun caso 	superare gli 0° C. Se vengono a formarsi dei fumi rosso/marroni 	(N2O4 / NO2 ), significa che il miscuglio è ad una temperatura 	troppo alta, e necessita di essere subito raffreddato.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il composto viene mescolato per 	altri 10 minuti, dopo l&#8217;aggiunta di tutto il pentaeritrite. La 	mistura vine allora messa in un bagno di acqua calda a 45° C per 25 	minuti. Questo consentirà di aumentare la quantità di PETN finale. 	È importate mantenere la temperatura a 45° C senza andare oltre, 	continuando a mescolare.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La mistura viene diluita con 450ml 	di acqua fredda (0-1°C) e l&#8217;eccesso di acqua successivamente 	decantato dopo che i cristalli si saranno depositati sul fondo. La 	mistura deve essere aggiunta lentamente all&#8217;acqua calda, in quanto 	un eccesso di acido solforico può provocare un innalzamento della 	temperatura, che potrebbe portare ad una decomposizione del prodotto 	finale</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il PETN viene filtrato e lavato 	con acqua fredda, e quindi neutralizzato con una soluzione calda di 	bicarbonato di sodio.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">200ml di acetone vengono 	riscaldati a 50°C, ed il PETN vine mescolato al suo interno finché 	sarà completamente dissolto (Solubilità: 58g/100ml di acetone a 	50° C). Asciugare il PETN prima di questo passaggio, richiederà 	meno acetone.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;">La mistura di PETN e acetone 	viene filtrata e posta in un becker contenete 600ml di 	acqua/ghiaccio tritato, che farà precipitare il PETN sul fondo 	sotto forma di cristalli. La soluzione viene filtrata ottenendo i 	cristalli di PETN. Quest&#8217;ultimo viene poi lasciato asciugare. Si 	otterranno circa 22g di prodotto con una rendita del 91% circa.</p>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/petn-tetranitrato-di-pentaeritrite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lactucina e lactucarium</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[estrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lactuca virosa]]></category>
		<category><![CDATA[lactucarium]]></category>
		<category><![CDATA[lactucina]]></category>
		<category><![CDATA[oppio di lattuga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=284</guid>
		<description><![CDATA[La lactucina (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull&#8217;organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La <strong>lactucina</strong> (C11H14O4) è un composto organico presente in molte varietà di lattuga, con percentuali più o meno alte. Allo stato puro si presenta sotto forma di cristalli bianchi di forma romboide, inodore, neutra e dal sapore amaro. Gli effetti sull&#8217;organismo sono prevalentemente di tipo sedativo, molto simili a quelli dei principali oppiacei. I primi effetti analgesici si manifestano con dosi tra i 15 ed i 30 mg/kg, risultando simile – su questo frangente – all&#8217;ibuprofene.<span id="more-284"></span><br />
<!--adsense--><br />
La lactucina è presente soprattutto nel <strong>lactucarium</strong>, chiamato anche oppio di lattuga, il quale viene estratto dalla <strong>Lactuca Virosa</strong> (o anche dalla cicoria &#8211; Cichorium intybus -, ma più raramente), ed ha l&#8217;aspetto dell&#8217;oppio, infatti la consistenza, il sapore ed il profumo sono praticamente i medesimi. In alcune occasioni viene, ma soprattutto veniva, usato come sostituto dell&#8217;oppio proprio perché presenta degli effetti simili a quest&#8217;ultimo, malgrado in forma più blanda. Inoltre non sembra creare dipendenza.<br />
Come detto in precedenza, la pianta più comune per estrarre il lactucarium, è la Lactuca Virosa, una pianta decisamente comune, di tipo annuale, che cresce soprattutto in luoghi aridi e ghiaiosi. Può raggiungere altezze considerevoli, anche oltre un metro crescendo su di un unico stelo. Essa contiene un fluido bianco appiccicoso ed amaro sia nello stelo che nelle foglie, che una volta essiccato può essere utilizzato per scopi medici – vedi proprietà sopra descritte. Oltre alla lactucina sono presenti anche altre sostanze, tra cui: <em>lactupicrina,</em> <em>acido lactucico</em>, e discrete quantità di <em>lactucerina</em>. <a href="http://mindunpacked.com/risorse/lactuca_components.jpeg">(qui un elenco delle altre sostanze contenute della pianta)</a><br />
<center><br />
<table style="height: 299px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="484">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img title="Lactucina - molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/lactucin.gif" alt="Lactucina - molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Lactucina - molecola animata</p></div></td>
<td>
<p><div id="attachment_285" class="wp-caption aligncenter" style="width: 165px"><a href="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola.jpg"><img class="size-medium wp-image-285" title="virosa_serriola" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/12/virosa_serriola-200x300.jpg" alt="Illustrazione descrittiva" width="155" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione descrittiva</p></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>ESTRAZIONE COMUNE</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Sono necessarie almeno 2 piante (fiorite) per ottere una quantità apprezzabile di lactucarium. Per estrarre il liquido procuratevi una piccola ciotola in vetro. Cominciate a spezzare i rametti secondari, dove si trovano i fiori, e mettete il liquido che fuoriuscirà nella ciotola. Continuate a spezzare i rametti circa ogni centimetro, e accumulate il succo sempre nella ciotola. Fate lo stesso con il gambo. Le foglie contengono poco &#8220;latte&#8221;, quindi potete scartarle. Estratto tutto il lactucarium possibile dovete lasciarlo essiccare: ponete la ciotola in luogo asciutto e buio per almeno due giorni, fino ad ottenere una pasta di color marrone scuro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><strong>ESTRAZIONE CHIMICA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Almeno 20g di materiale seccato e privato delle infiorescenze viene messo ammollo in una soluzione di alcol etilico a 95% e lasciato riposare per almeno 24 ore, mescolando ogni tanto. La lactucina è molto solubile nell&#8217;alcol, quindi finirà in soluzione con quest&#8217;ultimo. Passate le 24 ore un deposito marrone si sarà formato sul fondo, quindi il materiale erbaceo dovrà essere rimosso, e successivamente porre ad evaporare il liquido. Per agevolare questa fase è possibile riscaldarlo con un fornello, mantenendo il liquido ad una temperatura non superiore ai 50° C. Evaporato tutto l&#8217;alcol sul fondo rimarrà il lactucarium, che sarà possibile asportare con una lametta.<br />
Quello che si otterrà sarà lactucarium, e non la lactucina pura, in esso sono infatti presenti altre sostanze della pianta solubili in alcol, come ad esempio la clorofilla. Per filtrare tutti questi componenti estranei è possibile porre nuovamente il lactucarium ottenuto in alcol ad altissima percentuale (~100%) e porre il tutto nel frigorifero, in modo da mantenere la temperatura molto bassa. Far evaporare e ripetere il procedimento fino ad ottenere dei cristalli i più puri possibili.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/lactucina-e-lactucarium/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La ricina</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 13:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[depurinazione]]></category>
		<category><![CDATA[protenia]]></category>
		<category><![CDATA[ricina]]></category>
		<category><![CDATA[ricino]]></category>
		<category><![CDATA[tossina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=234</guid>
		<description><![CDATA[
La ricina è una proteina che viene comunemente estratta dai semi di ricino (Ricinus communis), li stessi che vengono usati per produrre il rispettivo olio. Questa proteina viene solitamente scartata durante la lavorazione dei semi, ed in alcuni casi usata come medicinale. A contatto con il corpo umano si comporta come una tossina, in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La <strong>ricina</strong> è una proteina che viene comunemente estratta dai semi di ricino (<em>Ricinus communis</em>), li stessi che vengono usati per produrre il rispettivo olio. Questa proteina viene solitamente scartata durante la lavorazione dei semi, ed in alcuni casi usata come medicinale. <span id="more-234"></span>A contatto con il corpo umano si comporta come una tossina, in grado di inibire la sintesi delle proteine da parte dell&#8217;organismo. La dose letale è decisamente piccola, nell&#8217;ordine dei 500 microgrammi, e non sono conosciuti antidoti, ma solo un vaccino che potrebbe prevenire gli effetti della sostanza. Proprio per questo motivo la ricina viene usata spesso come arma chimica per attentati et simila: per uccidere un uomo di taglia media è sufficiente graffiarlo con qualche oggetto “sporco” di cristalli di ricina. E&#8217; una sostanza estremamente pericolosa, dal momento che può venire assorbita dalla pelle, anche priva di lacerazioni. Inoltre gli effetti si manifestano molto in fretta se viene ingerita o inalata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<table style="height: 220px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="628">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center; padding-left: 30px;"><img class="aligncenter" title="Ricina" src="http://mindunpacked.com/risorse/ricina.gif" alt="" width="200" height="200" /></td>
<td>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; padding-left: 60px;">La ricina è una protenia inattivante del ribosoma di tipo 2 (RIP II), si può dividere in due catene molecolari: RTA e RTB (Ricin Toxin A/B), ed è in grado di infiltrarsi all&#8217;interno di una cellula (citosol). Dal momento che questa sostanza resiste a molti tipi di pH, il libosoma cellulare (lo stomaco della cellula, detto in parole povere) può fare ben poco per difendere la stessa. Una singola catena molecolare come l&#8217;RTA, una volta infiltratasi nella cellula, può <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Depurinazione">depurinare</a> circa 1500 ribosomi al minuto. Le conseguenze sono gravissime già dopo poche ore.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>ESTRAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I semi della pianta vanno triturati abbastanza finemente per poi essere immersi in una soluzione acida. Questa può essere prodotta aggiungendo dell&#8217;acido cloridrico a dell&#8217;acqua distillata fino a raggiungere un pH ~4. Il tutto andrà mescolato energicamente e lasciato riposare per almeno 24 ore. A questo puntotutti i depositi non solubili vanno filtrati con un filtro a trama fine,  ad ottenere una soluzione priva di parti insolubili.<br />
Ora la ricina è disciolta nella soluzione acida, quindi per farla precipitare va aggiunto del solfato di sodio arrivando ad un pH ~8. il tutto andrà di nuovo filtrato, questa volta conservando il deposito (ricina) e scartando la soluzione acquosa. Sarà meglio effettuare un lavaggio della ricina con una soluzione di solfato di sodio al 20% con acqua distillata, questo rimuoverà eventuali sostanze indesiderate.<br />
Ripetere tutto una seconda volta per ottenere un prodotto più puro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ho già detto questa sostanza è molto pericolosa, e può facilmente entrare in contatto con l&#8217;organismo senza le dovute precauzioni. La sua estrazione (anche se solo a fini di studio) è sconsigliata.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/la-ricina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ALD-52</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/ald-52/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/ald-52/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[ALD-52]]></category>
		<category><![CDATA[LSD-25]]></category>
		<category><![CDATA[Orange Sunshine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=124</guid>
		<description><![CDATA[




Praticamente tutti conoscono la famosa scoperta di Albert Hofmann, ovvero l’LSD-25. Successivamente alla sua scoperta si fecero numerosi studi a riguardo, e si riuscirono a trovare molti altri suoi analoghi che mantengono il gruppo dietilamide invariato. Alcune ammine dell’acido lisergico sono: Ergonovina, Metilergonovina, LAE-32, MLD-41, DAM-57, CYP-LAD, BOL-148, LSM-775, ALD-52. Tutte queste molecole sono psicoattive, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 216px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="625">
<tbody>
<tr>
<td style="padding-left: 30px;"><img class="aligncenter" title="ALD-52 molecola animata" src="http://mindunpacked.com/risorse/ald52.gif" alt="" width="200" height="200" /></td>
<td>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Praticamente tutti conoscono la famosa scoperta di <strong>Albert Hofmann</strong>, ovvero l’<strong>LSD-25</strong>. Successivamente alla sua scoperta si fecero numerosi studi a riguardo, e si riuscirono a trovare molti altri suoi analoghi che mantengono il gruppo dietilamide invariato. Alcune ammine dell’acido lisergico sono: Ergonovina, Metilergonovina, LAE-32, MLD-41, DAM-57, CYP-LAD, BOL-148, LSM-775, ALD-52. Tutte queste molecole sono psicoattive, ed in particolare l’ultima menzionata è quella su cui mi soffermerò. L’ALD-52 o anche N-acetil-LSD, è un isomero di struttura dell’LSD. Questo significa che la formula molecolare tre le due è la medesima, ma a cambiare è la formula di struttura.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="more-124"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo isomero mantiene molte delle caratteristiche proprie dell’LSD, prima fra tutte la capacità di provocare allucinazioni medio/forti. Oltre a questo aspetto in comune, l’ALD-52 sembrerebbe provocare molta meno ansia o stress psicologico durante il trip, e la pressione sanguinia tende ad aumentare maggiormente. Tuttavia a parità di dosi l’<strong>effetto sul sistema nervoso è minore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa molecola venne sintetizzata intorno agli anni 60 dallo stesso Albert Hofmann, e successivamente venne imitato da numerosissimi laboratori clandestini, che sintetizzandolo potevano avere una valida alternativa all&#8217;LSD completamente legale. Proprio per questo girò per moltissimo tempo e prese il nome di  <strong>Orange Sunshine</strong>. Questo spiegherebbe le voci che affermano che a quei tempi se ne assumesse molta di più (500-600 microgrammi contro gli 80/100 di oggi). In realtà tutt&#8217;ora di ALD-52 se ne trova davvero poca, e probabilmente il costo di produzione dell&#8217;LSD è minore – oltre al fatto che ora è anch&#8217;essa illegale -, quindi di conseguenza sono sufficienti piccole dosi per ottenere anche effetti piuttosto pesanti.<br />
L&#8217;ALD-52 è tuttavia molto instabile, e se esposta a troppa luce od umidità, muta velocemente in LSD. Come detto precedentemente questa sostanza o viene sintetizzata per motivi legali – in quei paesi ove la legge non sia sia ancora adeguata -, oppure per ricercare un trip simile a quello provocato dell&#8217;LSD ma con meno effetti indesiderati. Inoltre i noti flashback allucinatori dell&#8217;LSD non sembrano manifestarsi dopo l&#8217;assunzione di questa ammina, ed anche i post-effetti sono meno intensi di quelli della “molecola madre”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo per produrre L&#8217;ALD-52 prevede di partire dall&#8217;LSD, questo almeno fino a poco tempo fa. Nel 2004 infatti è stato scoperto un procedimento diverso per sintetizzare l&#8217;acido lisergico, con il quale è possibile ottenere direttamente l&#8217;ALD-52 senza passare forzatamente dall&#8217;LSD base. Per chi fosse interessato il procedimento viene illustrato qui (in inglese):<a href="http://mindunpacked.com/risorse/A_New_Synthesis_of_Lysergic_Acid.pdf"> A New Synthesis of Lysergic Acid</a> In ogni caso il procedimento non è dei più semplici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di avervi chiarito abbastanza le idee a proposito di questa ammina parente dell&#8217;LSD, forse troppo sconosciuta malgrado le sue interessanti caratteristiche&#8230;</p>
<p><!--adsense--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/ald-52/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il metilcatinone</title>
		<link>http://mindunpacked.com/2008/il-metilcatinone/</link>
		<comments>http://mindunpacked.com/2008/il-metilcatinone/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[CAT]]></category>
		<category><![CDATA[metcatinone]]></category>
		<category><![CDATA[Metilcatinone]]></category>
		<category><![CDATA[pseudo-efedrina]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mindunpacked.com/?p=46</guid>
		<description><![CDATA[



/td>


Il  Metilcatinone (metcatinone, CAT) è un’ammina simpaticomimetica strutturalmente simile alla metedrina. Presenta una funzione carbonilica sul carbonio adiacente al gruppo aromatico e questo (analogamente al dietilpropione) condiziona il superamento della barriera emato-encefalica, modificandone l’intensità dell’effetto a livello del sistema nervoso centrale. Allo stato di base libera è un liquido oleoso di colore giallastro insolubile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="text-align: left; height: 282px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="15" width="627">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><div id="attachment_85" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-85" title="Metilcatinone - molecola animata" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/11/cat1.gif" alt="Metilcatinone - molecola animata" width="200" height="200" /><p class="wp-caption-text">Metilcatinone - molecola animata</p></div></td>
<td>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: -0.08cm;">
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="font-size: 13;">Il  <strong>Metilcatinone</strong> (metcatinone, CAT) è un’ammina simpaticomimetica strutturalmente simile alla metedrina. Presenta una funzione carbonilica sul carbonio adiacente al gruppo aromatico e questo (analogamente al dietilpropione) condiziona il superamento della barriera emato-encefalica, modificandone l’intensità dell’effetto a livello del sistema nervoso centrale. Allo stato di base libera è un liquido oleoso di colore giallastro insolubile in H<sub>2</sub>O, e solubile nei comuni solventi apolari. Il suo sale più comune è il cloridrato, allo stato di polvere in fiocchi di colore bianco candido, di sapore amaro, odore leggero gradevole, vagamente somigliante al pistacchio.</span></p>
</blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 13;">Questa sostanza ha degli effetti molto simili alla metanfetamina, ma di intensità minore. Gli effetti comuni sono tachicardia, ipertensione, incapacità di smettere di parlare, pupille dilatate e squilibrio delle funzioni sessuali. In generale gli effetti sono quelli che si manifestano con una qualsiasi anfetamina. Un alto dosaggio somministrato per lunghi periodi può portare a paranoia e psicosi, tuttavia interrompendo l&#8217;assunzione questi sintomi svaniscono abbastanza velocemente.<br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-46"></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 13;">Come vedremo ora anche il metilcatinone può essere sintetizzato dall&#8217;<strong>efedrina</strong> tramite un processo di ossidazione:</span></p>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: -0.08cm; text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-47 aligncenter" title="ossidazione/riduzione efedrina" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/11/1.gif" alt="" width="500" height="241" /></p>
</blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm; margin-right: -0.08cm; text-align: left;">
<p style="text-indent: 0.02cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 13;">L’<strong>ossidazione</strong> (e la riduzione) processa uno solo dei due stereocentri (quello adiacente al fenile), lasciando l’altro intatto. Le due forme in cui è ottenibile l’efedrina sono la levo-, che costituisce la stragrande maggioranza dell’alcaloide naturale, e la forma destro, detta pseudo-efedrina, realizzabile sinteticamente, e presente in tracce in natura. Queste due forme dell’efedrina ruotano da parti opposte il piano della luce polarizzata, pur presentando, però, la medesima configurazione sul C2 (il carbonio propilico recante la funzione azotata), ed è così che per ossidazione sia della levo-efedrina sia della pseudo si otterrà uno solo dei due <a href="http://it.wikibooks.org/wiki/Chimica_organica/Stereochimica#Propriet.C3.A0_degli_enantiomeri" target="_blank">enantiomeri</a> possibili, esattamente il destro, ed il prodotto che si otterrà è otticamente attivo. Lo stesso avviene per la riduzione. In entrambe le reazioni sia si utilizzi come precursore l’efedrina naturale o la pseudo sintetica si otterranno prodotti otticamente attivi, il metilcatinone e la metedrina entrambi nella forma D, per l’ossidazione e la riduzione, rispettivamente.<br />
La reazione di ossidazione, pur non essendo stereoselettiva, ci consente di ottenere un prodotto otticamente puro. Questo in teoria. In pratica, però, è facile che il metilcatinone ottenuto presenti un certo grado di racemizzazione, se non si opera con attenzione. Infatti, si tratta di un chetone enolizzabile, come si può vedere dalle strutture seguenti:</span></p>
<p style="text-indent: 0.02cm;"><img class="size-full wp-image-48 alignleft" title="forma chetonica &lt;--&gt; forma enoica" src="http://mindunpacked.com/wp-content/uploads/2008/11/2.gif" alt="" width="493" height="126" /></p>
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: 13;">Per migrazione dell’idrogeno in C2 sull’ossigeno carbonilico il doppio legame si sposta, così il C2 modifica il proprio stato di ibridazione da sp 3 a sp 2, da tetraedrico a trigonale, e conseguentemente cambia anche gli angoli di legame da 109,5° a 120°, il che comporta che quando si ripristina l’assetto originale l’attacco dell’idrogeno può avvenire da ambo le parti del piano delineato dal C2 trigonale e dei suoi tre orbitali sigma, con formazione di due antipodi ottici, ed il prodotto che si otterrà perderà l’attività ottica originale, cioè racemizza. Come per la metedrina, <strong>la forma D del metilcatinone è attiva come stimolante del sistema nervoso centrale</strong>, la forma L lo è molto meno. Dunque, con la racemizzazione si perderà una notevole parte dell’effetto farmacologico del composto.<br />
Fatta questa parte teorica passiamo ora a qualcosa di più pratico, ovvero al procedimento solitamente utilizzato per ossidare l&#8217;efedrina (in questo caso pseudo-efedrina di tipo D).</span></p>
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="text-indent: 0.02cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p><!--adsense--></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>MATERIALE NECESSARIO:</strong></p>
<p style="text-align: left;">- Colino o colapasta con buchi relativamente piccoli<br />
- Ghiaccio tritato<br />
- Pastiglie di pseudoefedrina (100 da 30 mg o equivalente).<br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Permanganato_di_potassio" target="_blank">Permanganato di potassio</a> (KMnO4).<br />
- Acqua distillata<br />
- Congelatore<br />
- Bilancia più precisa possibile (almeno 0,1 g) o in alternativa una pipetta o altro metodo per misurare i millilitri<br />
- Isopropanolo (dal 70% al 100%)<br />
- Filtri da caffè, o filtri analoghi a trama fine.<br />
- Vari barattoli di vetro e un piatto in Pyrex<br />
- Acido cloridrico (HCl)<br />
- Etanolo, per velocizzare il processo di cristallizzazione (facoltativo)<br />
- Acetone per lavare i cristalli (facoltativo)</p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
ESTRAZIONE DELLA PSEUDO-EFEDRINA HCl:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Porre le pastiglie nel colapasta insieme a un volume all’incirca uguale di ghiaccio tritato, e mescolare sopra un lavandino fino a quando tutto il ghiaccio non si sarà sciolto. A questo punto risciacquare le pastiglie con acqua distillata e riporle in un barattolo di vetro.<br />
Versare sulle pastiglie appena lavate 150 ml di acqua distillata e riscaldare il tutto a microonde, a bassa potenza, fino a farlo diventare caldo (senza bollirlo). Mescolare finchè le compresse non si disgregano e lasciare depositare gli eccipienti sul fondo, in modo da lasciare la pseudoefedrina in soluzione.<br />
Versare la soluzione attraverso un filtro da caffè, facendo in modo di versare solo la parte acquosa e non il deposito solido sul fondo, che andrebbe a ostruire il filtro, e raccoglierlo in un altro barattolo.<br />
Fatto ciò raccogliere il materiale solido nel filtro, rimetterlo nel primo barattolo, aggiungere altri 150 ml di acqua, riscaldare e ripetere la filtrazione. Ripetere di nuovo quest’ ultima parte.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE DI KMnO4:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se l’estrazione della pseudoefedrina è stata perfetta, ce ne sono ora in soluzione esattamente 3 grammi. Considerando che il rapporto molare pseudoefedrina/KMnO4 deve essere 2.5 moli contro 1, e che 3 grammi di pseudoefedrina equivalgono a 18.15 mMoli, per la reazione sono necessarie 7.26 mMoli di KMnO4, equivalenti a 1.148 grammi. Se non si dispone di una bilancia di precisione è possibile determinare questa quantità realizzando una soluzione satura di KMnO4, aspettando in modo che il corpo di fondo si depositi del tutto, e misurare 15.45 ml (se non è possibile essere così precisi arrotondare per eccesso).</p>
<p style="text-align: left;"><strong>PREPARAZIONE DELLA REAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Diluire i 15 ml (o 1.148 grammi) in 250 ml di acqua distillata e porre il tutto nel congelatore, insieme alla soluzione di pseudoefedrina. Lasciar raffreddare per almeno 4 ore. Per avere un indicazione della temperatura si può controllare quando il ghiaccio inizia a formarsi e lasciare quindi che si sciolga in modo da essere sicuri che la temperatura sia 0°C.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>REAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Unire le due soluzioni, mescolare e riporre nel congelatore per 8-12 ore. Al termine di questo periodo, il contenuto del vaso avrà cambiato colore, diventando da rosso a limpido, con un deposito marroncino sul fondo. Aggiungere 100 ml di isopropanolo e mescolare.<br />
Se il colore rosso rimane c’è un eccesso di KMnO4 e la sintesi è fallita, oppure non è stato concesso abbastanza tempo alla reazione per avvenire. In ogni caso non lasciar reagire per più di 12 ore. Lasciar riposare la mistura per circa 2 ore, finchè non raggiunge la temperatura ambiente.<br />
Filtrare attraverso 2 filtri da caffè impilati uno sull’altro, in modo da catturare le particelle di manganese che sono precipitate. Dopo una prima filtrazione, raffredare nuovamente e gentilmente la mistura e rifiltrare. Potrebbero essere necessarie più filtrazione successive.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>PURIFICAZIONE:</strong></p>
<p style="text-align: left;">Misurare il ph della soluzione con una cartina tornasole, dovrebbe risultare basico, se risulta acido non sarà necessario aggiungere altro acido.<br />
Se la soluzione risulta basica è necessario aggiungere acido cloridrico in modo da ottenere il sale cloridrato del metacatinone, una forma che, a differenza della forma freebase, non si decompone facilmente in efedrina.<br />
Aggiungere una goccia di HCl alla volta, mescolando e controllando il ph finchè non risulta leggermente acido (compreso tra 5 e 6.5).</p>
<p style="text-align: left;">Porre il tutto nel piatto di Pyrex, metterlo su un fornello e riscaldarlo gentilmente da sotto, asciugandolo leggermente con un asciugacapelli. Quando i primi cristalli iniziano a formarsi aggiungere l’etanolo, che velocizza il processo di cristallizzazione. Evitare di riscaldare troppo i cristalli o si scioglieranno e tutta la sintesi sarà fallita.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">A questo punto è possibile (ma non indispensabile) lavare i cristalli con acetone per renderli più puri e trasparenti, anche se questo potrebbe ridurre drasticamente il prodotto in termini di peso.</p>
</blockquote>
<blockquote style="margin-left: 0cm;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333333;"><strong>Questo è quanto, ovviamente il metilcatinone è una sostanza controllata in italia, ed è presente in tabella 1, quindi ogni processo di sintesi del suddetto composto è da ritenersi assolutamente illegale e non va in nessun caso messo in pratica.</strong></span></p>
</blockquote>
</blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mindunpacked.com/2008/il-metilcatinone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- www.000webhost.com Analytics Code -->
<script type="text/javascript" src="http://analytics.hosting24.com/count.php"></script>
<noscript><a href="http://www.hosting24.com/"><img src="http://analytics.hosting24.com/count.php" alt="web hosting" /></a></noscript>
<!-- End Of Analytics Code -->
