La ricina

10 December 2008 da Marco

La ricina è una proteina che viene comunemente estratta dai semi di ricino (Ricinus communis), li stessi che vengono usati per produrre il rispettivo olio. Questa proteina viene solitamente scartata durante la lavorazione dei semi, ed in alcuni casi usata come medicinale. A contatto con il corpo umano si comporta come una tossina, in grado di inibire la sintesi delle proteine da parte dell'organismo. La dose letale è decisamente piccola, nell'ordine dei 500 microgrammi, e non sono conosciuti antidoti, ma solo un vaccino che potrebbe prevenire gli effetti della sostanza. Proprio per questo motivo la ricina viene usata spesso come arma chimica per attentati et simila: per uccidere un uomo di taglia media è sufficiente graffiarlo con qualche oggetto “sporco” di cristalli di ricina. E' una sostanza estremamente pericolosa, dal momento che può venire assorbita dalla pelle, anche priva di lacerazioni. Gli effetti si manifestano più in fretta se viene ingerita o inalata, e riguardano principalmente l'apparato respiratorio, ma anche dolori tipici di uno stato influenzale fino ad emorragie e morte.

La ricina è una protenia inattivante del ribosoma di tipo 2 (RIP II), si può dividere in due catene molecolari: RTA e RTB (Ricin Toxin A/B), ed è in grado di infiltrarsi all'interno di una cellula (citosol). Dal momento che questa sostanza resiste a molti tipi di pH, il libosoma cellulare (lo stomaco della cellula, detto in parole povere) può fare ben poco per difendere la stessa. Una singola catena molecolare come l'RTA, una volta infiltratasi nella cellula, può depurinare circa 1500 ribosomi al minuto. Le conseguenze sono gravissime già dopo poche ore.

ESTRAZIONE

I semi della pianta vanno triturati abbastanza finemente per poi essere immersi in una soluzione acida. Questa può essere prodotta aggiungendo dell'acido cloridrico a dell'acqua distillata fino a raggiungere un pH ~4. Il tutto andrà mescolato energicamente e lasciato riposare per almeno 24 ore. A questo puntotutti i depositi non solubili vanno filtrati con un filtro a trama fine,  ad ottenere una soluzione priva di parti insolubili.
Ora la ricina è disciolta nella soluzione acida, quindi per farla precipitare va aggiunto del solfato di sodio arrivando ad un pH ~8. il tutto andrà di nuovo filtrato, questa volta conservando il deposito (ricina) e scartando la soluzione acquosa. Sarà meglio effettuare un lavaggio della ricina con una soluzione di solfato di sodio al 20% con acqua distillata, questo rimuoverà eventuali sostanze indesiderate.
Ripetere tutto una seconda volta per ottenere un prodotto più puro.

Per chi fosse interessato in questo pdf c'è la procedura ufficiale.

Come ho già detto questa sostanza è molto pericolosa, e può facilmente entrare in contatto con l'organismo senza le dovute precauzioni. La sua estrazione (anche se solo a fini di studio) è sconsigliata.

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Pubblicato in Chimica | Commenti (9)

9 Risposte a “La ricina”

  1. massimo ha scritto:

    ho dato un occhiata alla procedura ufficiale registrata, googla un un pò P_3,060,165 - RICINOS GAMYBA.pdf....mi sembra ke ci sono un pò di passaggi in più con delle variazioni nella percentuale degli acidi, e soprattutto vengono indicate le quantità...le mie nozioni di chimica sono quelle del liceo...se potresti fare un lavoro di "traduzione" meticoloso, partendo dalla "ricetta" originale sarebbe utile, ciao

  2. massimo ha scritto:

    magari le cose ke hai scritto sn le stesse ed a me sono sembrate diverse a causa dell'inglese e del linguaggio x gli addetti ai lavori del pdf

  3. Marco ha scritto:

    grazie della segnalazione.
    farò una traduzione ed allegherò lo stesso pdf.

  4. arkan ha scritto:

    Il procedimento è diverso, utilizza l'acido solforico e carbonato di sodio in diversi passaggi per eliminare le sostanze indesiderate, e infine un'estrazione con solvente alogenato.
    Poi magari anche il procedimento riportato sopra funziona (anche se mi sembra strano il basificare con Na2SO4), ma di sicuro ottieni una miscela di sostanze.

  5. Marco ha scritto:

    l'estrazione descritta nell'allegato è decisamente più precisa, quella qui sopra è più "facilotta" ed ovviamente porta ad ottenere un prodotto qualitativamente inferiore...

  6. Abrina, la sorella maggiore della ricina « Mind Unpacked ha scritto:

    [...] già dedicato un articolo alla ricina, in questo parlerò dell’abrina: tossina meno conosciuta ma molto più tossica (una delle [...]

  7. Artemis ha scritto:

    ottimo sito,complimenti.vista la vostra effettiva conoscenza ,sarebbe possibile avere una traduzione,almeno delle sostanze ,riportate nell'allegato originale?

  8. Marco ha scritto:

    H2SO4 è acido solforico
    Na2CO3 è sempre solfato di sodio
    mentre alla fine effettuano un'estrazione con del tetracloruro di carbonio. in ogni caso si tratta di un solvente apolare quindi non è il solo adatto allo scopo, anche se a quanto pare è quello che da i migliori risultati in questo tipo di estrazione.

    se non sai riconoscere i composti chimici dalle formule probabilmente non sei un esperto (e forse nemmeno un principiante) quindi ti sconsiglio di fare esperimenti con la ricina, è molto facile venir contaminati inavvertitamente.

  9. Artemis ha scritto:

    grazie per la risposta.no hai ragione mi sto' avvicinando ora alla chimica .comunque non ho intenzione di fare questo tipo di esperimento ma era solo per capirne un po' di piu'.

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